Tra le ragioni va considerato che molte decorrenze di gennaio–marzo 2026 sono pensioni con le “vecchie regole” di chi ha cristallizzato il diritto, non nuove uscite visto che Quota 103 resta esercitabile anche nel 2026 da chi ha maturato i requisiti (62 anni + 41 contributi) entro il 31 dicembre 2025. Analogamente Opzione Donna (58 anni per le dipendenti, 59 per le autonome e 35 anni di contributi) resta esercitabile da chi aveva i requisiti entro il 31 dicembre 2024. In sostanza il diritto maturato, può essere esercitato anche in anni successivi alla maturazione. Come già detto, va anche considerato che la pensione anticipata ordinaria prevede una finestra di 3 mesi; pertanto è possibile aver maturato il requisito nell’ultimo trimestre 2025 ed averlo esercitato nel primo trimestre 2026.
L’uscita anticipata è un canale più usato dagli uomini
Dalla lettura dei flussi di pensionamento rilevati dall’Inps emerge anche che le donne che hanno la pensione anticipata con decorrenza primo trimestre 2026 sono 17.451 ed hanno avuto un importo medio di 1.825 euro (rispettivamente +5% e +1% sulle uscite anticipate con decorrenza primo trimestre 2025). Gli uomini sono 37.686 con un importo medio di 2.199 euro (nessuna variazione numerica ed aumento dell’1% dell’importo su gennaio-marzo 2025).
Tra le categorie il ricorso maggiore si registra tra coltivatori Diretti e Coloni/Mezzadri (fondo di gestione Cdcm +8%) e commercianti (+6%).
184mila nuove pensioni nel primo trimestre: + 9% sul 2025
Le nuove pensioni con decorrenza primo trimestre 2026 nel complesso sono state 184.480 con un importo medio di 1.406 euro: rispetto al primo trimestre 2025 sono cresciute numericamente del 9% e per gli importi del 4%. Nel totale delle gestioni gli uomini sono 88.999 con un valore medio dell’assegno pensionistico pari a 1.406 euro (in crescita rispettivamente del 9% e del 4% sul 2025), le donne sono 95.481 per 1.406 euro di importo (in aumento, rispettivamente, del 10% e del 4% sul 2025)
Pensione di vecchiaia: donne in media con assegno inferiore di 500 euro
Guardando alle diverse tipologie spicca la crescita di tutte le tipologie: l’aumento maggiore riguarda le uscite con la pensione di vecchiaia (67 anni d’età e 20 anni di contributi): con decorrenza primo trimestre 2026 sono usciti in 65.380 ed hanno ottenuto un importo medio di 1.295 euro. Rispetto alle pensioni di vecchiaia con decorrenza 2025, l’Inps ne conta il 16% in più e gli importi sono cresciuti del 13% nel primo trimestre 2026. I maschi sono stati 35.105 ed hanno avuto mediamente 1.525 euro (pari a, rispettivamente, + 18% e +13% sul primo trimestre 2025), le donne 30.275 con assegno di 1.027 euro (pari a, rispettivamente, + 14% e +13% sul 2025).








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