Altrove in Europa il quadro è diverso, con Germania, Francia, Slovacchia e Croazia a prevedere già nelle proprie regole di circolazione la modalità di guida autonoma, il cosiddetto livello L4.
«Da qui al 2028 – aggiunge l’ad – chiederemo l’omologazione per molti paesi e a quel punto l’erogazione del servizio di mobilità per via remota e con guida autonoma sarà possibile».
I nodi segnalati
Il testo attuale, che deve ancora ricevere i pareri delle Commissioni parlamentari, del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata, pervede per Niulinx alcuni passaggi critici.
La supervisione da remoto, ad esempio, rinvia a un decreto che non esiste. L’art. 87 la subordina al «decreto di cui all’art. 290, comma 10», ma quel comma istituisce un Osservatorio e non prevede alcun decreto. Finché il decreto non c’è – spiega Niulinx , il controllore deve stare a bordo,senza una scadenza. Secondo aspetto criticato riguarda quello del ruolo del controllore, che a bordo ma anche da remoto, è «equiparato al conducente» e resta responsabile della circolazione anche quando il veicolo procede in modalità completamente automatizzata. In questo modo nessun operatore potrà sorvegliare più veicoli in contemporanea, precondizione per qualunque servizio di flotta. Terzo punto critico è quello delle attività per arrivare all’omologazione, con una sperimentazione ammessa solo se «non direttamente finalizzata all’omologazione e alla messa in produzione». Un controsenso, tenendo conto che il Regolamento (UE) 2022/1426 richiede in modo specifico proprio prove su strada peromologare un sistema di guida automatizzata. Il che, in sintesi, si tradurrà nello spostamento dei test, dunque di investimenti e della filiera industriale che ruota intorno al progetto, verso paesi come Germania e Spagna che ammettono invece questi test sul campo.
«Noi ad ogni modo procediamo – spiega Foresti – e abbiamo appunto già chiesto l’autorizzazione alla sperimentazione in Germania e Spagna, attività che ci servirà a raccogliere i dati necessari per avviare il processo di omologazione, che contiamo di concludere entro il 2028»,











