Cento milioni per far crescere le imprese evitando di spingerle nelle braccia dei gruppi stranieri. Prende ufficialmente forma il primo Fondo italiano investimenti per l’audiovisivo promosso dall’Apa, l’associazione dei produttori audiovisivi, con Deloitte.
Un annuncio dato nella prima giornata del Mia – Mercato Internazionale dell’Audiovisivo, promosso da Apa e Anica e che riunisce a Roma i principali player del settore cinematografico e televisivo italiano e internazionale. «Il progetto è stato pensato per superare la fragilità finanziaria di molte nostre imprese, in particolare le medio piccole. Vogliamo offrire loro uno strumento che le renda più strutturate, autonome e competitive a livello globale», ha commentato la presidente di Apa, Chiara Sbarigia. Che la finanza giochi un ruolo determinante in questa fase lo puntualizza anche Alessandro Usai, presidente Anica: «Quest’anno abbiamo voluto fare del Mia non solo un luogo d’incontro per sviluppare nuovi film e serie, ma anche una piattaforma capace di mettere in relazione capitali, progetti e imprese».
Nei programmi il Fondo dovrebbe essere operativo entro la metà del 2027: capitale pubblico e privato, gestione affidata a Fondo Italiano d’Investimento Sgr, del gruppo Cdp, in sinergia con l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale. Anche il Mimit – era presente il capo di gabinetto Federico Eichberg – ha valutato positivamente il progetto e fatto intendere di essere pronto a fare la sua parte.
Il Fondo entrerà nel capitale delle società: maggioranze, minoranze qualificate e aumenti di capitale per finanziare lo sviluppo. Il piano indica tra otto e quindici investimenti, da 2 a 10 milioni, con priorità ai produttori indipendenti e successiva apertura alle attività affini della filiera.
La raccolta punta a circa 100 milioni. Investitori pubblici e istituzionali dovrebbero aprire la strada a banche, assicurazioni e altri capitali di lungo periodo. L’orizzonte è di sette-dieci anni: capitali pazienti. Tre le strade: aggregare aziende italiane, acquisire partecipazioni in produttori esteri e costruire coproduzioni capaci di affrontare budget fuori portata per un singolo operatore.












