Storie Web venerdì, Giugno 26

Il Comune di Milano proroga i termini per il maxi bando del Piano casa: doveva finire oggi, ma si arriverà al 31 agosto 2026. Obiettivo sarebbe trovare operatori interessati alla concessione «in diritto di superficie per la durata di 90 anni dei compendi immobiliari “Ex Palasharp”, “San Romanello” e “Bovisasca” per la realizzazione e la gestione di edilizia residenziale sociale calmierata e servizi pubblici abitativi». Ma per queste tre grandi aree al momento non si intravedono offerte: il mondo cooperativo non ha ancora avanzato una proposta e non sembra interessato a farlo; il mondo delle aziende di costruzione è altrettanto freddo. Adesso ci sono davanti altri due mesi, quindi mai dire mai: tuttavia il mercato non sta dando al momento le risposte auspicate da Palazzo Marino.

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Il Piano casa del Comune dunque al momento è rallentato e caratterizzato da una serie correzioni in corso d’opera che però non stanno ancora centrando l’obiettivo. Partito con un progetto generico a fine 2024 con il precedente assessore Guido Bardelli, con l’ipotesi di realizzare 10mila appartamenti in 10 anni con 10 miliardi circa di investimento, ha avuto un primo indirizzo concreto a inizio 2025, sotto la guida dell’assessore a Bilancio e Demanio Emmanuel Conte, che ha ereditato la delega. Tuttavia lo scorso ottobre si è capito che gli operatori non consideravano sostenibile la proposta. Unica timida offerta arrivata: quella per 33 alloggi in via Demostene (una sola offerta valida, le altre considerate nulle).

A inizio 2026 sono stati fatti quindi dei correttivi: una quota tra il 20 e il 30% da mettere in vendita convenzionata, da affiancare a quel 70% di alloggi destinati all’affitto esclusivo a 80 euro a metro quadrato, pensato per fasce di reddito tra i 1.500 ei 2mila euro, cioè quelle che a Milano non trovano più risposta nel mercato libero e nemmeno nel canone calmierato, (che nel capoluogo lombardo non è molto inferiore).

Sono così partiti a marzo i primi tre nuovi bandi, con la prospettiva di avviarne dopo poco altri due (si è ipotizzato anche un concorso di idee per via Zama-via Salomone e per il quartiere Porto di Mare, date le dimensioni delle aree). Inoltre l’assessore Conte ha ridimensionato il numero iniziale di nuovi alloggi da costruire, introducendo la possibilità di “riscattare” edifici già esistenti appartenenti alla sfera della Pubblica amministrazione (comuni e partecipate) e riqualificarli attraverso fondi nazionali e regionali. Pochi giorni fa a questo proposito è stato avviato un bando per il recupero di quattro palazzi di Via Trivulzio, da destinare appunto all’edilizia sociale.

Adesso il bando per i primi tre quartieri è stato prorogato, con la netta sensazione però che nessuno sia davvero interessato nemmeno stavolta a partecipare: le coop legate a Lega Coop ritengono che non ci siano le condizioni per partecipare e che i piani non stiano in piedi; il mondo di Confcooperative è altrettanto freddo. Se questa è la valutazione che fanno le cooperative, figuriamoci le imprese di costruttori dell’associazione di categoria Ance: per loro manca totalmente la sostenibilità.

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