Storie Web mercoledì, Giugno 17

La Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece) esprime «profonda preoccupazione per alcuni aspetti del nuovo quadro normativo che rischiano di indebolire l’effettiva tutela dei diritti fondamentali e della dignità delle persone vulnerabili. In particolare, l’ampliamento della detenzione, le limitazioni ai ricorsi e alle procedure di ricorso effettivi e la crescente esternalizzazione delle responsabilità verso paesi terzi sollevano gravi questioni etiche e umanitarie», affermano i vescovi parlando delle nuove norme approvate in Europa sui rimpatri dei migranti.

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La migrazione «non è solo questione di procedure»

«La migrazione non è semplicemente una questione di procedure, statistiche o gestione delle frontiere. Riguarda esseri umani: donne, uomini e bambini, ognuno dei quali possiede una dignità inviolabile che deve rimanere al centro di ogni decisione politica», affermano in una nota i vescovi della Comece.

Il richiamo di Leone XIV

«Durante la sua recente visita alle Isole Canarie, Papa Leone XIV ha ricordato all’Europa e al mondo – rammentano i presuli – che non possiamo rimanere indifferenti a coloro che periscono in mare, cadono vittime della tratta di esseri umani o sono costretti a fuggire da guerre, violenze, persecuzioni, fame o degrado ambientale. Come ha affermato il Santo Padre, i migranti non sono “una categoria o una statistica”, ma persone che £potrebbero far parte della nostra stessa famiglia’. Queste parole mettono alla prova la nostra coscienza e ci invitano a guardare oltre la paura e l’opportunismo politico».

«L’Unione europea nasce dalla convinzione che la dignità umana sia inviolabile e che la solidarietà tra i popoli non rappresenti un ideale opzionale, ma una responsabilità fondamentale», concludono i vescovi europei rinnovando il loro «appello a garantire politiche migratorie e di asilo rimanere saldamente ancorati al rispetto della dignità umana, dei diritti fondamentali, del diritto al chiedere asilo, la tutela dell’unità familiare e un’attenzione speciale ai più vulnerabili. Sicurezza e solidarietà non sono principi opposti; devono avanzare insieme.

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