E si può cogliere del veleno, nel messaggio comunque inviato a Trump e letto dal portavoce del Governo, Stefan Kornelius, in conferenza stampa. «Venticinque anni fa, gli Stati Uniti poterono contare sulla piena solidarietà della Germania e dell’Europa. Anche oggi la Germania è pronta, insieme agli Stati Uniti, a difendere i valori che ci caratterizzano e ci uniscono». Come dire: ci si potrebbe aspettare vicinanza, anziché il tifo per un partito che punta a «destabilizzare» il Paese, come ha ribadito il cancelliere.
Dopo aver ripostato il grafico con i risultati elettorali in Sassonia-Anhalt subito dopo il voto, di nuovo martedì sera, Trump, che di remigrazione s’intende, ha esclamato sul suo social media: «Wow! Il partito populista in Germania ha appena vissuto una serata davvero straordinaria. Si sono finalmente stancati delle norme e dei regolamenti sull’immigrazione assolutamente orribili che hanno danneggiato così gravemente la Germania».
Attacchi, pesanti, ad Afd sono arrivati anche dal ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, della Spd, che resta il politico più popolare in Germania. «Sono pronti a consegnarci domani nelle mani di Putin», ha detto.
La sponda rosso-bruna
Al Bundestag era in discussione il bilancio 2027. Il dibattito è stato aperto dalla co-leader di Afd, Weidel, che ha dato fuoco alle polveri: «La coalizione nero-rossa è finita!». Weidel ha definito un «pasticcio» la manovra finanziaria presentata dalla maggioranza, che non riesce a «liberarsi dalle catene dell’ideologia di sinistra, dell’immigrazione di massa di sinistra e della redistribuzione socialista. State spingendo la Germania verso il fallimento», ha dichiarato, tornando a criticare l’aumento del debito pubblico per finanziare la difesa, ma anche le infrastrutture e sollevare l’economia dalla stagnazione.
Alle parole di Weidel, fanno eco quelle di Sahra Wagenknecht, che continua a lanciare ami per un patto rosso-bruno in Sassonia-Anhalt. Il suo partito, la Bsw, ha accettato l’invito al dialogo di Afd a Magdeburgo. Tutti gli altri, Cdu compresa, hanno rifiutato. Alla Bild, Wagenknecht, ha proclamato che quello di Merz al Bundestag è stato «un discorso d’addio».





