Tra le funzionalità sviluppate da realtà americane quali OpenAI, Anthropic, Google e xAI e copiate dai cinesi ci sarebbero: capacità di ragionamento logico avanzato, di coding e analisi dati, abilità di pianificazione autonoma, esecuzione di compiti sequenziali, presa di decisioni in contesti complessi, elaborazione di immagini e comprensione visiva.
Per portare avanti le campagne di estrazione massiva, violando i termini di servizio dei fornitori Usa ed eludendo le difese dei sistemi, vengono impiegate – secondo l’indagine – diverse tattiche e infrastrutture, come account fraudolenti e multipli e stazioni di trasferimento; lo scopo è aggirare le restrizioni geografiche imposte dalle aziende americane e nascondere la reale provenienza delle richieste.
Il contesto
L’indagine di Nsa, Cisa e Fbi sottolinea che tali azioni illecite, intraprese «probabilmente con la consapevolezza del governo cinese», sarebbero in corso almeno dalla fine del 2024. L’avvertimento fa infatti seguito a diverse accuse precedenti, mosse sia dal governo Usa che dalle aziende americane di intelligenza artificiale.
Scott Bessent, segretario al tesoro Usa, ha dichiarato che la Cina «non potrà mai superare» gli Stati Uniti nel campo dell’intelligenza artificiale.
L’avviso congiunto arriva giusto in tempo per il prossimo incontro tra Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping, previsto per il 24 settembre alla Casa Bianca, dove il tema dell’intelligenza artificiale sarà sicuramente al centro dei colloqui.





