Storie Web lunedì, Aprile 20

Sempre secondo i dati di Hackmanac, gli attacchi attraverso la rete sono aumentati drasticamente negli ultimi anni, fino ad arrivare a toccare quota 17.770 nel 2025, con un incremento del 113% rispetto all’anno precedente.

Un dato che non cambia, ma peggiora, se volgiamo lo sguardo verso gli anni precedenti: dal 2018 al 2025 il numero di incidenti “cyber” rilevati è cresciuto di oltre undici volte, con un’accelerazione a partire dal 2023, segnando un incremento del 184%.

Chiamate in causa anche le aziende europee ed italiane

Un problema che tocca le imprese di tutto il mondo e all’appello non mancano anche quelle europee ed italiane. La dipendenza da grandi provider tecnologici americani, la vulnerabilità della supply chain, l’esposizione a campagne di disinformazione e anche geopoliticamente orientate sono i motivi che piegano le aziende quando si è coinvolti – in modo diretto o indiretto – in una cyberwar. La continuità operativa dei servizi, la reputazione, la gestione in condizioni di forte incertezza e gli effetti a catena su clienti, fornitori e partner internazionali sono soltanto alcuni dei rischi.

L’intelligenza artificiale come arma

«L’attuale contesto geopolitico, a partire dalla guerra USA-Iran che monitoriamo in diretta dai nostri sistemi, dimostra come i confini tra guerra fisica e cyber siano ormai irrilevanti per chi subisce gli effetti. Le aziende, anche quelle lontane dal teatro operativo, sono già nel mirino: attraverso fornitori compromessi, piattaforme condivise, campagne di disinformazione. L’AI amplifica tutto questo, sia come vettore di attacco che come strumento di difesa. Chi non si dota di capacità di threat intelligence oggi, domani si troverà a gestire una crisi senza strumenti», sono le parole di Sofia Scozzari, CEO & Founder di Hackmanac e Vice-coordinatrice del Cyber Think Tank Assintel, durante il webinar.

A proposito di intelligenza artificiale, ritorna sul tema Fabrizio Milano D’Aragona, Coordinatore AI Think Tank Assintel, che dichiara: «L’AI non è solo innovazione tecnologica, ma anche un tema profondamente legato agli equilibri geopolitici. Occorre aiutare le aziende a comprendere quanto il rapporto tra tecnologia e potere abbia un impatto immediato e determinante sul tessuto produttivo. Si tratta di un aspetto che non può più essere sottovalutato e che dovrebbe orientare anche le scelte politiche a sostegno della transizione tecnologica. Le soluzioni esistono, in Italia e in Europa. La sfida della protezione dei dati e delle informazioni è qualcosa che emerge con chiarezza ogni giorno anche nel confronto con professionisti e imprenditori all’interno dell’AI Think Tank di Assintel».

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