“Ero la colpevole perfetta – dice Katharina Miroslawa -, quella donna senza scrupoli che uccide per denaro. Se   fossi stata una bella casalinga nessuno si sarebbe interessato a me. Invece ho lavorato in un night e allora   sono una poco di buono no?”. Lo dice Katharina Miroslawa a quarant’anni dall’omicidio dell’industriale Carlo Mazza, ucciso nel centro storico di Parma nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 1986 in un’intervista a “Belve   Crime” che torna martedì 5 maggio alle 21.20 su Rai2.

L’ex ballerina di night club, tra le più ammirate di Parma, era stata condannata a più di vent’anni di carcere per  aver ucciso il suo amante con la complicità del fratello e del marito. Per i giudici che condannarono in via definitiva il terzetto, l’obiettivo fu quello di incassare il premio della polizza vita da un miliardo di lire stipulata  da Mazza in favore di Katharina Miroslawa.

Nel confronto non sono mancati momenti di tensione proprio quando Miroslawa ha chiamato a sostegno  della sua tesi alcuni elementi, a suo dire, trascurati dai giudici. Ad esempio un paio di costumi da bagno  acquistati in Germania che avrebbero dovuto convincere la giustizia della sua intenzione di tornare in Italia da  Carlo Mazza per andare in vacanza al caldo.

“Quel costume – dice la donna – poteva essere anche una prova che io volevo davvero andare. Perché se lei  legge bene le sentenze, io esisto da qualche parte perché sono beneficiaria dell’assicurazione”. “No, lei esiste  perché si chiama movente” afferma lapidaria Fagnani. “Questa è la verità, – insiste Miroslawa – è quel  costume da bagno. Dice molto di più di tutti questi processi!”. E Fagnani interdetta: “Insomma”.

 

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