Non è comunque tutto, perché a preoccupare le imprese è anche il capitolo approvvigionamenti, oltre al fatto che, molto spesso, gli aumenti riguardano anche materiali di origine diversa da quella mediorientale o asiatica. «Per le nostre piccole e medie industrie l’aumento dei costi è però solo una parte del problema: il rischio di esaurimento scorte comincia infatti a essere concreto e sempre più preoccupante – prosegue la presidente -. Siamo di fronte ad una crisi operativa e finanziaria, con un’oggettiva difficoltà nel pianificare la produzione anche a brevissimo termine e una forte erosione dei margini industriali che stanno mettendo a serio rischio la continuità produttiva».
Sindacati preoccupati
A guardare con preoccupazione gli effetti del conflitto, sia nell’immediato, sia nella prospettiva, sono i rappresentanti delle organizzazioni sindacali che si occupano proprio del settore.
«Nel breve c’è forte preoccupazione per l’aumento indiscriminato dei prezzi e delle utenze che possono colpire le famiglie – sottolineano Marco Falcinelli, Nora Garofalo, Daniela Piras, rispettivamente segretari nazionali di Filctem, Femca e Uiltec -, nel medio periodo invece potrebbe innescarsi una spirale negativa che metta a rischio, più in generale, l’occupazione, la trasparenza dei rapporti commerciali e il pieno rispetto dei contratti di lavoro applicati».
La collaborazione imprese sindacati










