Dopo aver partecipato alla fondazione dell’associazione Generazione U per il Partito Democratico, il romano diventa deputato nel 2012 subentrando al dimissionario Pietro Tidei. In dissenso con il segretario del partito Pier Luigi Bersani, però, Adinolfi lascia il Pd.
È il 2016 quando il giornalista fonda Il Popolo della Famiglia e ne diventa presidente. Ispirato ai valori cristiani – di cui è un forte sostenitore – il partito nasce per dare rappresentanza politica ai Family Day, le manifestazioni a sostegno della famiglia tradizionale cristiana. Il consenso popolare verso il partito, però, non decollerà mai.
Nel 2022 Adinolfi ci riprova con una nuova coalizione: Alternativa per l’Italia. Anche in questo caso, i risultati alle urne sono scarsi. In opposizione radicale alle politiche del Governo Draghi e alla gestione dell’’emergenza Covid, il programma include anche tematiche anti-atlantiste.
Le ideologie
Di forte credo conservatore, Adinolfi è contrario a tutti quei diritti da lui definiti «falsi miti di progresso»: aborto, eutanasia, matrimonio omosessuale, maternità surrogata. Lo scorso giugno il giornalista ha fatto parlare di sé per la sua partecipazione alla manifestazione «O capiamo, o moriamo. Difendiamo la fede, la famiglia, l’Italia e il futuro dei nostri figli», contro la «minaccia» islamica. «Noi siamo questo: una civiltà fondata sulla croce di Cristo», ha rivendicato il romano. Armato di crocifisso, Adinolfi si batte per i valori della religione cattolica e sostiene la visione della donna sottomessa al marito, in quanto figura perno della famiglia.
La passione per il poker
Mario Adinolfi è stato il primo giocatore italiano ad arrivare al tavolo finale del World Poker Tour, circuito internazionale di tornei della specialità Texas hold ‘em, aggiudicandosi il sesto posto al Casinò di Venezia nel 2009. Dallo stesso anno, il giornalista ha aperto un proprio blog per raccontare la sua vita di giocatore professionista di poker. Il suo legame con il poker si è tradotto anche in un libro: «La ricerca della costante». Pubblicato nel 2010, è un romanzo interamente dedicato al poker, con le sue ossessioni e le sue manie.












