Nel dibattito preliminare per la Legge di Bilancio 2027, il Governo sta vagliando diverse opzioni per sostenere le famiglie e il potere d’acquisto dei lavoratori. Trattandosi di proposte ancora in fase di discussione, l’effettiva inserzione nel testo finale dipenderà dalle coperture finanziarie disponibili. Ma per le forze di maggioranza, anche alla luce delle elezioni politiche del 2027, c’è la volontà di fare di questo capitolo un punto centrale della prossima legge di Bilancio

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Irpef più leggera per il ceto medio

Sul tavolo c’è sempre l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino a 60mila euro di reddito, che è la misura fiscale principale della prossima manovra, sulla cui priorità c’è una convergenza assoluta tra tutte le forze politiche della maggioranza. Una simile estensione, sempre secondo i primi calcoli, comporterebbe un beneficio aggiuntivo fino a 1.000 euro e un costo vicino ai 3 miliardi di euro.

Detassazione delle tredicesime

Una misura allo studio, rilanciata pochi giorni fa dal presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato (FdI), è la detassazione delle tredicesime. Si starebbe ragionando su una riduzione della tassazione al 15% fino a 15mila euro, che vale circa 500 milioni. Secondo le prime stime, sulla tredicesima (sulla quale non si applicano le detrazioni da lavoro), sostituire l’Irpef ordinaria con una imposta del 15% o del 10% produrrebbe un risparmio netto in busta paga tra 200 e 500 euro, a seconda del reddito.

Tassazione agevolata su straordinari e lavoro notturno

Sempre in tema di sostegno ai salari, il governo sta studiando anche la conferma, per il prossimo anno, della tassazione al 15% di indennità e maggiorazioni retributive. Con la scorsa manovra è stato previsto che, per il periodo d’imposta 2026, si assoggettano ad una imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali pari al 15% le somme corrisposte, entro il limite annuo di 1.500 euro, ai lavoratori dipendenti del settore privato, a titolo di: maggiorazioni e indennità per lavoro notturno (articolo 1, comma 2, del Dlgs 66/2003 e dei Ccnl); maggiorazioni e indennità per lavoro prestato nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale (come individuati dai Ccnl); indennità di turno e ulteriori emolumenti connessi al lavoro a turni (previsti dai Ccnl).

Bonus nido, nuovi nati e madri lavoratrici

Sempre Osnato ha parlato anche di conferma del bonus madri lavoratrici. Con la scorsa manovra è salito da 40 a 60 euro al mese per le addette con due figli e fino al mese del compimento del decimo anno da parte del secondo figlio, titolari di un reddito da lavoro inferiore a 40mila euro annui. Adesso potrebbe salire ancora a 80 euro al mese (960 euro l’anno). Ma anche qui è questione di risorse. Come pure far partire il Salvadanaio previdenziale per i nuovi nati. Ma prima c’è l’obiettivo di mantenere il bonus nuovi nati, il bonus nido e il sostegno alle spese essenziali

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