Storie Web lunedì, Aprile 20

Le zone blu del mondo, ovvero quelle dove abbondano i centenari dovranno dimostrare di avere requisiti “precisi e misurabili” fissati dalla scienza, fattori che permetteranno la revisione e certificazione di nuove eventuali Zone Blu o anche l’uscita dall’elenco di qualche località.

A proporre “criteri rigorosi” per definire le Blue Zones è un team internazionale di ricercatori esperti in demografia, invecchiamento e validazione dell’età, sotto l’egida dell’American Federation for Aging Research (Afar) che annuncia la novità: “Dopo 2 decenni di fascinazione, tentativi di imitazione e dibattiti”, ci sarà “uno standard” da rispettare per i paesi che vorranno guadagnarsi la qualifica. “L’annuncio si applica alle Zone Blu più note – Nicoya in Costa Rica, Okinawa in Giappone e 6 villaggi nella regione dell’Ogliastra in Sardegna – e stabilisce un chiaro parametro scientifico per la valutazione di future rivendicazioni”. Col nuovo ‘identikit’, dunque, si intende “sostituire l’uso improprio e diffuso del termine Zona Blu con una definizione scientifica formale basata su dati demografici validati e su una revisione trasparente”.

L’iniziativa, spiegano i promotori, arriva in un momento cruciale per la ricerca sulla longevità. L’interesse scientifico per le Zone Blu è aumentato dopo la loro definitiva validazione in un articolo pubblicato l’anno scorso su The Gerontologist, che ha contribuito a dissipare i dubbi di lunga data sull’esistenza di queste popolazioni con una longevità eccezionale. Con la pubblicazione il dibattito si è spostato dall’esistenza effettiva delle Blue Zones alla loro definizione, misurazione e analisi. Oggi è stato compiuto il passo successivo: la proposta, appunto, di criteri ad hoc per identificare le Zone Blu. L’articolo scientifico che descrive la verifica di questi metodi è attualmente in fase di revisione presso un’importante rivista scientifica, riferisce l’Afar. In termini pratici, i metodi per confermare sia le età straordinarie sia le popolazioni con longevità anomala sono stati ora testati con successo.

I parametri di riferimento

“Una metrica di longevità e una di sopravvivenza” sono i 2 parametri di riferimento che costituiscono il nucleo della definizione proposta per le Zone Blu.

“Entrambi sono necessari perché ciascuno cattura un aspetto diverso della sopravvivenza eccezionale”, sostengono i ricercatori. Nel tempo, prospettano, “gli studi futuri si estenderanno oltre la longevità per includere la durata della vita in buona salute, ovvero il numero di anni che le persone vivono in buona salute”. Per la certificazione di Zona Blu “altrettanto importanti sono i dati a supporto delle affermazioni – aggiungono gli scienziati – Un luogo non potrà essere riconosciuto” Blue Zone “senza dati amministrativi sufficientemente solidi a supporto della validazione dell’età e senza la disponibilità a consentire a ricercatori esterni qualificati di esaminare le prove”.

“Per anni il termine Blue Zone è stato usato come sinonimo di luogo in cui le persone vivono vite straordinariamente lunghe, ma è rimasto ai margini della scienza”, ha dichiarato Dan Buettner, National Geographic Fellow, che insieme a Gianni Pes e Michel Poulain ha lanciato il concetto di Zone Blu. Questo lavoro “conferisce al termine uno standard scientifico e attirerà un maggior numero di ricercatori interessati a studiare queste straordinarie popolazioni anomale”, è l’auspicio.

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