Il contributo a fondo perduto è di minimo 700 euro per ogni metro quadro per progetti con un vincolo di destinazione di almeno 20 anni, e sale fino a 900 euro se il vincolo supera i 23 anni. Il valore dei progetti presentati è compreso tra 200mila e 2 milioni di euro. Solo per la “linea Aler” il tetto massimo sale a 15 milioni, mentre non è prevista una soglia minima per il terzo settore e gli enti religiosi.
Durata del vincolo, rapidità della realizzazione dell’intervento di recupero degli alloggi e fabbisogno abitativo del comune sono tra i criteri di valutazione dei progetti. Previste anche alcune “premialità” per interventi su interi edifici, certificazioni ambientali e azioni di property, facility management, gestione sociale e innovazione.
La scadenza per le domande è il 30 ottobre, la pubblicazione delle graduatorie è prevista entro fine febbraio. Il collaudo dei lavori dovrà essere effettuato entro il 31 dicembre 2029 e la rendicontazione entro il 30 giugno 2030.
La Lombardia, che come altre regioni a dicembre 2025 aveva accettato con riluttanza le pressioni del governo per riprogrammare i fondi europei sull’housing e dare consistenza al piano casa nazionale, è dunque la prima regione a tagliare il traguardo con la pubblicazione del bando. A breve dovrebbero seguire Emilia-Romagna e Valle d’Aosta.
«Regione Lombardia – ha affermato Paolo Franco, assessore alla casa e all’housing sociale – ha colto con tempestività l’opportunità offerta dalla riprogrammazione dei Fondi europei, per poter rispondere in modo concreto alla domanda in aumento di case accessibili da parte del territorio lombardo».
