Storie Web martedì, Giugno 23

La singolarità della vicenda non consta tanto nell’utilizzo dello schema Ponzi (vedere la scheda sotto) per truffare il prossimo. Bensì nel fatto di usare il noleggio di vetture di lusso ( Lamborghini Huracan e altre luxury car) come sottostante per metterlo in atto. Le nove ordinanze di custodia cautelare (tre in carcere e sei ai domiciliari) eseguite dal Nucleo di Polizia economica della Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile di Bergamo, su richiesta della Pm Carmen Santoro e accolta dal Gip orobico Luca Bonifacio oltre al sequestro preventivo da 1,6 milioni, sono l’epilogo di una vicenda iniziata nel 2023 che ha coinvolto numerose persone convinte a investire il proprio denaro nel settore del noleggio delle auto di lusso.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La ricostruzione

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti uno dei principali membri dell’associazione si presentava ai clienti millantando di essere un consulente finanziario e proponeva loro investimenti nel rent a car promettendo rendimenti compresi tra il 2 e il 7% mensili. Il denaro, invece, – hanno accertato gli investigatori – finiva direttamente nei conti bancari degli indagati. Solo una parte dei soL’escamotageldi veniva retrocesso agli investitori a titolo di plusvalenze. Questi, rassicurati dalla presunta bontà dell’investimento effettuato, attraverso il classico meccanismo del passa parola, coinvolgevano nel noleggio pure amici e parenti, facendoli inconsapevolmente cadere nella medesima trappola.

Minacce e percosse

Chi cercava di rientrare in possesso dei propri soldi veniva brutalmente malmenato e minacciato di morte da soggetti che millantavano affiliazioni con il clan dei Piromalli di Gioia Tauro. Per agire sul territorio (la medesima operazione era nata a Bergamo, ma era stata esportata anche a Sesto Fiorentino e ad Arezzo, Brescia, Firenze, Mantova, Lecco, Monza Brianza e Vibo Valentia) erano attive una pattuglia di società (Sedicidodici Srl, Bitcorporate Srl, la Theo Srl e la Logitech Service Srl) tutte di fatto amministrate da Antonio Trabucchi, considerato dagli inquirenti la figura chiave dell’organizzazione. La particolarità delle prime tre è che tra i codici Ateco di cui erano dotate figura il numero 663000.

Il codice Ateco

Si tratta del codice attribuito alle società che svolgono attività nel settore dei fondi comuni d’investimento. Cosa di cui evidentemente non avrebbero mai potuto occuparsi, non essendo né Sim (Società d’intermediazione mobiliare) né Sgr (società di gestione del risparmio) e, dunque, non disponevano delle indispensabili autorizzazioni della Consob per potere operare. Proprio da questo, probabilmente nasceva l’equivoco: figurando come specialisti nel settore del risparmio gestito, in qualche modo, si accreditavano agli occhi degli investitori come consulenti finanziari specializzati.

L’escamotage

E forse la modalità del noleggio in luogo di strumenti finanziari in senso stretto sarebbe stato un escamotage per evitare di incorrere nelle sanzioni previste dal Testo Unico della Finanza. Così non è stato perché tra i reati ipotizzati figura anche l’abusivismo finanziario punito con la reclusione da uno a otto anni. Probabilmente perché la nozione di prodotto finanziario in Italia non è circoscritta agli strumenti finanziari tipizzati (azioni, obbligazioni, quote di fondi comuni, o derivati) ma comprende anche altri investimenti. L’orientamento della Consob sotto questo profilo si basa sulla valutazione delle oggettive pattuizioni o meccanismi contrattuali correlati all’operazione di volta in volta considerata.

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