NEW DELHI – Grazie ancora una volta alla forza delle sue esportazioni, nel terzo trimestre dell’anno l’economia cinese è cresciuta più del previsto, aumentando le probabilità che raggiunga l’obiettivo annuale fissato da Pechino e riducendo – nonostante consumi fiacchi e investimenti in calo – le prospettive di ulteriori misure di allentamento monetario.
Tra luglio e settembre il Pil di Pechino è cresciuto del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato fa seguito all’incremento del 4,3% registrato nel secondo trimestre ed è leggermente più alto rispetto al consenso (4,4%) tra gli economisti interpellati da Bloomberg e Reuters. Nei primi nove mesi dell’anno, la crescita ha così raggiunto il 4,6%, inserendosi nell’intervallo che il governo si è dato come obiettivo (4,5-5%).
Un’economia a due velocità
La strategia cinese di dirottare credito e risorse dal settore immobiliare verso le industrie tecnologiche sembra aver creato un’economia a due velocità, in cui produzione industriale ed export nascondono la debolezza dei consumi e degli investimenti privati. Il risultato è però che a settembre, il surplus commerciale cinese è cresciuto del previsto, con il rischio di un ulteriore inasprimento delle tensioni con i principali partner commerciali.
Sempre a settembre, la crescita della produzione industriale è accelerata al 5,5% su base annua, in linea con le previsioni. Nei primi nove mesi dell’anno, gli investimenti sono diminuiti del 7,2% , un calo identico a quello registrato nel periodo tra gennaio e agosto.
Le vendite al dettaglio hanno registrato un’accelerazione superiore alle attese, salendo dell’1,1%, contro l’aumento dello 0,4% di agosto. Escludendo gli acquisti di automobili, sono cresciute del 3,9% rispetto a un anno prima, segnando il ritmo più rapido dall’ottobre 2025.









