Fermare l’importazione illegale di chip in Cina e la distillazione delle risposte dei modelli americani per l’addestramento di quelli cinesi. Mentre il presidente americano Donald Trump è in visita a Pechino, Anthropic lancia questo appello. E lo fa attraverso un paper in cui la competizione nel settore dell’intelligenza artificiale diventa la lotta epocale tra la democrazia e i regimi autoritari.
Sì, perché il report “2028: Two scenarios for global AI leadership”, apparso sul blog dell’azienda che sviluppa Claude, dipinge appunto due scenari. Uno in cui Washington mantiene un vantaggio competitivo di 12-24 mesi rispetto ai concorrenti asiatici, mantenendo il ruolo di leader nello sviluppo di una tecnologia che «protegge le libertà civili». L’altro, all’opposto, in cui la Cina recupera buona parte del divario tecnologico oggi esistente, l’AI viene adottata rapidamente sia dalle aziende private che dallo stato e il Partito comunista cinese (cui, va detto, il report spesso si riferisce parlando di Cina) diventa una minaccia per la cybersecurity globale.
Non è un caso che la sveglia, per Anthropic, sia suonata grazie a Claude Mythos, il modello reso disponibile solo per alcune aziende nell’ambito di Project Glasswing. Una versione così brava a individuare falle nel codice che utilizzandolo Mozilla, la fondazione che sviluppa il browser Firefox, nel solo mese di aprile ha trovato più bug di quanti non ne avesse trovati nei 15 precedenti. E due falle su tre ponevano minacce di tipo elevato alla sicurezza. Numeri che sul suo blog il direttore della ricerca dell’azienda di cybersecurity Crowdfense Paolo Stagno ha però ridimensionato, ricordando che non tutti i bug possono essere sfruttati da un hacker malevolo.
Non è però solo una questione di sicurezza informatica. Nel report Anthropic ricorda come l’AI sia una tecnologia duale, ovvero trovi applicazioni anche in ambito militare. «Il Partito comunista cinese sta costruendo il suo esercito per un campo di battaglia integrato con l’intelligenza artificiale», scrive Anthropic.
Per scongiurare tutto questo, sostiene l’azienda di Dario Amodei, la stessa entrata in polemica con il Pentagono cui ha rifiutato di fornire un’AI da usare a scopi di difesa senza alcun tipo di restrizione, occorre non solo mantenere il bando all’esportazione dei chip verso la Cina. Ma anche fermarne il contrabbando. E porre un freno alla distillazione dei modelli americani, che la stessa Anthropic aveva denunciato qualche mese fa come pratica comune da parte delle aziende di intelligenza artificiale cinese.













