Lo ha detto la presidente della Bce, di fronte la commissione degli affari economici e monetari del Parlamento Europeo a Bruxelles
L’economia dell’area euro stava acquisendo un certo slancio quando è scoppiata la guerra in Medio Oriente. Il Pil reale è aumentato dello 0,3% nel primo trimestre del 2026 rispetto al trimestre precedente, una volta corretta l’eccezionale volatilità registrata in Irlanda. Tuttavia, la guerra sta ora pesando sull’attività economica e le informazioni più recenti indicano un rallentamento, soprattutto nei servizi. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, nel suo intervento di fronte la commissione degli affari economici e monetari del Parlamento Europeo a Bruxelles.
Occhio sulla manifattura
«La manifattura – ha aggiunto Lagarde – ha invece finora mostrato una certa tenuta. Ciò riflette in parte l’accumulo di scorte in risposta alle pressioni sulle catene di approvvigionamento, ma anche l’aumento della spesa per la difesa». Lagarde ha ricordato le ultime proiezioni dello staff Bce che indicano una crescita del Pil reale dello 0,8% nel 2026, dell’1,2% nel 2027 e dell’1,5% nel 2028. «Gli esperti si attendono ora una domanda interna più debole rispetto a quanto previsto a marzo, poiché la guerra ha colpito la fiducia e i maggiori costi energetici stanno pesando sui redditi reali – ha sottolineato -. Allo stesso tempo, i bilanci delle famiglie restano complessivamente solidi e i consumi dovrebbero continuare a rappresentare il principale motore della crescita. Anche gli investimenti dovrebbero essere sostenuti dalla spesa delle imprese in nuove tecnologie digitali e dall’aumento degli investimenti pubblici in difesa e infrastrutture».




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