Si chiama Cervino The One, acronimo di “Our New Elevation”. E’ un cantiere a Breuil-Cervinia, ma soprattutto una commessa da circa 200 milioni di euro che ridisegnerà la mobilità alpina ed è uno degli investimenti più alti nel settore delle funivie italiani. L’opera ridisegna il collegamento tra il paese di Cervinia con Plan Maison e Plateau Rosa. E sarà complementare al nuovo impianto sul lato svizzero, quello di Zermatt. A lavori ultimati sarà percorribile, non solo con gli sci ai piedi, l’Alpine Crossing. Ovvero la possibilità di raggiungere la località di Zermatt anche ai turisti non sciatori.
L’avvio dei lavori coincide con un anniversario : i 90 anni del primo impianto di risalita inaugurato nel 1936 grazie alla visione imprenditoriale di Aldo e Dino Lora Totino, insieme ad altri imprenditori piemontesi e al valdostano Luigi Bich. Da quella prima funivia è nato uno dei comprensori sciistici più noti al mondo. Che vanta una clientela prevalentemente internazionale, pari all’85% del totale. La cui provenienza è scandinava, inglese, americana e asiatica.
La realizzazione dell’impianto è affidata a un’associazione temporanea di imprese che vede come capogruppo la Leitner, azienda altoatesina leader nel settore funiviario, affiancata da imprese locali attive nel settore delle opere civili e infrastrutturali (Ivies, Cogeis e IGF).
Mauro Joyeusaz, ingegnere, dirigente tecnico della Cervino Spa, ne spiega le caratteristiche tecniche: «Due impianti distinti, ma collegati. Uno da Breuil a Plan Maison, l’altro da Plan Maison a Plateau Rosa. Il sistema 3S è composto da tre funi: due portanti, che fungono da rotaie, e una traente. Si tratta di 6 chilometri di lunghezza (1.850 metri sul primo tronco e oltre 4.000 metri sul secondo), quasi 1.500 metri di dislivello, una velocità di esercizio di 8 metri al secondo (circa 29 chilometri all’ora)». Il tempo di percorrenza è da record: «Meno di 17 minuti (4 minuti e mezzo per arrivare a Plan Maison e 12 minuti circa da Plan Maison al Plateau). Con 3.000 passeggeri all’ora».
Un cantiere complesso dal punto di vista ambientale, meteo e logistico.« La stazione più alta arriva oltre i 3.400 metri di quota» spiega l’ingegnere Giorgio Pilotti, direttore commerciale Italia di Leitner. «Una delle peculiarità del sistema 3S è l’alta resistenza al vento. È una tecnologia che si adatta bene ai meteo estremi, oltre a garantire una rapida velocità nel trasporto».











