Sono positivi i commenti delle imprese nel giorno della convocazione a Roma nella sede del Mimit della prima riunione dedicata al settore della meccanica.
«Il nuovo Piano Transizione 5.0 – ha spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso – sta già riscontrando un ampio apprezzamento da parte delle imprese: dal 12 giugno ad oggi sulla piattaforma GSE sono state trasmesse 3.355 prenotazioni pari a oltre 1,25 miliardi di investimenti. Una misura organica da quasi 10 miliardi di risorse nazionali per accompagnare, nel prossimo triennio, gli investimenti delle imprese in innovazione digitale, efficienza energetica e tecnologie avanzate. Un ulteriore passo in avanti dopo il successo della prima misura, con oltre 4,25 miliardi di progetti attivati e circa 20 mila imprese coinvolte».
Anche se le tempistiche del varo effettivo del provvedimento, c0sì come accaduto per il precedente piano 5.0, sono state di molto superiori rispetto alle previsioni, le aziende del settore accolgono con favore la svolta.
«Lo scatto delle prenotazioni effettuate sulla piattaforma Gse in questi primi dieci giorni di operatività – conferma quanto Ucimu segnalava da tempo: la domanda di beni di investimento in tecnologie di ultima generazione in Italia è sicuramente dinamica. Strumenti di incentivo come questo dell’iperammortamento, previsto dal Nuovo Piano Transizione 5.0, funzionano soprattutto se sono pensati sul lungo periodo perché permettono alle imprese costruttrici di pianificare la produzione e a quelle utilizzatrici gli acquisti.
Urso, che ha sottolineato la forza della meccanica strumentale, con un valore delle esportazioni pari a circa 180 miliardi, ha poi evidenziato le principali vulnerabilità che il comparto è chiamato ad affrontare: la ridotta dimensione media delle imprese che ne limita la competitività sui mercati globali; la necessità di diversificare maggiormente la presenza geografica dell’export per ridurre l’esposizione alle crisi internazionali; il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro qualificato, che richiede un rafforzamento della formazione e della mobilità territoriale; la crescente pressione competitiva della Cina; e, infine, il ritardo nell’adozione dell’intelligenza artificiale e la crescente esposizione ai rischi cyber. Alla luce di queste sfide, le strutture del Mimit hanno individuato quattro gruppi tecnici di lavoro dedicati a innovazione e tecnologie, competenze e formazione, export e internazionalizzazione, finanza e patrimonializzazione, che avranno l’obiettivo di definire proposte operative a sostegno della competitività e della crescita del settore.












