L’ondata di calore che da una settimana ha colpito diversi paesi europei non è più solo un fenomeno meteorologico, ma “un’emergenza sanitaria”, ha avvertito l’agenzia sanitaria globale delle Nazioni Unite(Oms).
“Il caldo non è più solo una questione meteorologica. È un’emergenza sanitaria”. E’ il monito lanciato dal direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa, Hans Kluge, che avverte: “L’aumento delle temperature sta già mettendo a rischio vite umane e mettendo sotto pressione i sistemi sanitari in tutta la Regione europea dell’Oms”, scrive in un post su X, rilanciando i contenuti di una sua intervista alla ‘Bbc News’. “
La nostra regione – incalza Kluge – è quella che si sta riscaldando più rapidamente al mondo. Solo negli ultimi 4 anni il caldo ha causato oltre 200mila decessi, mentre la mortalità correlata al caldo è aumentata del 30% negli ultimi 20 anni“.
Le morti dovute al caldo “non sono inevitabili”
Per allertare le comunità in tempo e preparare i sistemi sanitari prima che le temperature raggiungano il picco l’Oms Europa ha elaborato nuove raccomandazioni sui piani d’azione sanitaria fornendo alle autorità pubbliche consigli per garantire un’efficace protezione contro gli effetti del calore sulla salute. Sono i passi pratici raccomandati nelle nuove Linee guida per i Piani d’azione su caldo e salute, pubblicate da Oms Europa“.
Stress da calore e sistema sanitario
Questo aumento delle temperature nell’Europa esercita inoltre “pressione sui sistemi sanitari di tutta la regione”, spiega Kluge. Mentre in diverse città europee le temperature potrebbero raggiungere quasi i 40°C l’Oms avverte che lo stress da calore può aggravare patologie preesistenti, come malattie cardiovascolari, diabete, asma e disturbi mentali, e aumentare il rischio di incidenti e di trasmissione di alcune malattie infettive.
“Il colpo di calore è un’emergenza medica con un alto tasso di mortalità”, sottolinea l’Oms che avverte come la mortalità legata al calore tra le persone di età superiore ai 65 anni è aumentata di circa l’85% tra il periodo 2000-2004 e il periodo 2017-2021.









