Storie Web martedì, Agosto 18

La Via Lattea è la galassia che ospita, tra le sue centinaia di miliardi di stelle, anche il Sole e il Sistema solare: è la nostra casa nel cosmo, eppure finora non sapevamo come fosse stata costruita. Un nuovo studio condotto dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) nell’ambito del progetto CARMA (Cluster Ages to Reconstruct the Milky Way Assembly) e pubblicato ieri su Nature Astronomy aggiunge un tassello alla risposta, individuando uno dei suoi primi “mattoni” fondanti: una fusione con una galassia esterna avvenuta all’incirca due miliardi di anni dopo il Big Bang, in un’epoca finora avvolta nell’incertezza.

Fino a oggi, la storia di formazione della Via Lattea, fatta di fusioni tra galassie più e meno grandi, era stata ricostruita con sicurezza solo fino a circa dieci miliardi di anni fa, l’epoca dell’incontro con Gaia-Enceladus, una galassia nana che si scontrò con la nostra e fu successivamente inglobata.

Cosa fosse accaduto nelle primissime fasi di vita della Galassia restava invece ignoto: non era chiaro se un evento di fusione con una galassia esterna avesse avuto luogo, o se l’evoluzione avesse riguardato esclusivamente stelle nate “in casa”.

“Siamo partiti dall’ambizione di ricostruire la storia di assemblaggio della Via Lattea, cioè tutti gli eventi di fusione galattica che l’hanno portata al suo aspetto attuale”, spiega Davide Massari, ricercatore dell’INAF e primo autore dell’articolo scientifico. 

“Come traccianti abbiamo usato gli ammassi globulari: soprattutto nelle zone interne della galassia, dove l’estinzione è altissima, sono gli unici oggetti per cui possiamo ottenere misure eccellenti sia del movimento orbitale sia dell’età”.

Il punto di svolta è stato lo sviluppo di un metodo, basato sui dati del telescopio spaziale Hubble, in grado di misurare l’età degli ammassi globulari con una precisione mai raggiunta prima.

Con stime così precise, il team ha scoperto che la popolazione di ammassi globulari nelle zone più interne della Via Lattea si dispone lungo tre distinte sequenze in base all’età e alla metallicità: una legata alla fusione con Gaia-Enceladus, una alla Via Lattea originaria e una terza, intermedia, spiegabile soltanto con l’esistenza di almeno una fusione precedente e finora ignota.

 

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