Storie Web martedì, Luglio 21

«Le politiche applicate a Gaza, così come gli sviluppi in Cisgiordania, indicano un progetto di colonizzazione della Palestina attraverso l’occupazione». Il dottor Javid Abdelmoneim, presidente internazionale di Medici Senza Frontiere, accende i riflettori sul «genocidio di Israele a Gaza» e sulla «pulizia etnica in Palestina e denuncia la continua complicità dei leader mondiali che permettono a Israele di proseguire la propria campagna genocida. Abdelmoneim, che ha lavorato come medico d’emergenza nella Striscia nel 2024 – sottolinea le violenze subite dai palestinesi e la pressione che l’avanzata della linea israeliana produce sui 2 milioni di abitanti che vivono ormai in un terzo del territorio, in uno stato di estremo sovraffollamento, di condizioni igienico sanitarie drammatiche, esposti a infezioni respiratorie, malattie della pelle ed epidemie. Ma anche nella West Bank la situazione è disperata. «Il governo israeliano, l’esercito e i coloni sostenuti dallo Stato hanno accelerato il processo di pulizia etnica, l’espropriazione delle terre, la frammentazione del territorio e lo strangolamento economico, erodendo ulteriormente la presenza e la stabilità del popolo palestinese». Proprio domenica, dall’area di Yad Mordechai, a sud di Israele, era partita la «marcia dei migliaia», una manifestazione organizzata dai coloni Nachala verso Gaza, ma appoggiata da 28 ministri e parlamentari della coalizione di governo, con lo slogan «Dopo 21 anni torniamo a casa». Le Idf avevano dichiarato l’area zona militare chiusa per impedire i tentativi di ingresso nella Striscia, ma parte dei manifestanti avrebbe superato o aggirato almeno 4 posti di blocco.

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Gaza, edificio distrutto a Deir al-Balah dopo l’ordine di evacuazione

Continuano intanto le violenze. Secondo l’agenzia Wafa che ha raccolto le testimonianze dei sanitari, tre palestinesi sono stati uccisi ieri da un attacco israeliano a sud ovest della zona di al-Mawasi, a Khan Younis, mentre un altro palestinese è morto per le ferite riportate in seguito a un attacco a Gaza City. Le Idf fanno invece sapere di aver eliminato nel fine settimana un terrorista della Jihad islamica e uno dell’organizzazione Salah Sabhi Salah Qatrawi. La notte scorsa si sono registrate vittime anche in Cisgiordania: come riportato da Wafa due uomini di 26 e 53 anni sarebbero stati uccisi da colpi di arma da fuoco durante un attacco di coloni a est di Ramallah. E proprio l’escalation della violenza dei coloni, secondo la denuncia di Save the Children, è la causa dello sfollamento di più di mille bambini palestinesi «con gravi conseguenze sulla loro istruzione, sicurezza e benessere psicologico»

Dopo la morte del leader, Yahya Sinwar ucciso due anni fa, e in un contesto di divisioni interne, ieri Hamas ha rinnovato il suo vertice eleggendo dopo due turni di votazione Khalil al-Hayya. Scampato all’attentato israeliano a Doha dove è stato ucciso uno dei suoi figli, il sessantacinquenne considerato vicino all’Iran è il principale esponente della corrente più intransigente del movimento.

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