Il solo aumento dei prezzi non basta a giustificare il mancato risarcimento da parte delle compagnie aeree per la cancellazione dei voli. Per Bruxelles è «la carenza di carburante» la sola «circostanze straordinaria» che può esonerare le compagnie dall’obbligo di compensazione per una tratta annullata. E, per l’Ue, ancora non siamo a quel punto anche se resta alta l’attenzione sulle conseguenze potenzialmente «catastrofiche» di un «blocco prolungato dello stretto di Hormuz».
Con un pacchetto di linee guida in arrivo a maggio, Bruxelles chiarirà a compagnie aeree e capitali i diritti dei passeggeri e gli obblighi di servizio pubblico in caso di eventuali carenze di carburante dovute alla crisi in Iran. Ma, il tema è stato centrale già nella videocall dei ministri dei Trasporti dei 27. Il commissario Apostolos Tzitzikostas ha lanciato un avvertimento alle compagnie che, con l’aumento dei prezzi del jet fuel, hanno iniziato a cancellare i voli economicamente meno vantaggiosi. In questo caso, oltre al rimborso prevedibile anche in caso di carenza di carburante, i passeggeri hanno diritto anche a una «compensazione. Voglio chiarire un messaggio, non c’è luogo più sicuro e stabile dell’Europa da visitare quest’estate», ha rimarcato Tzitzikostas.
Immediata è arrivata la reazione dell’Unione nazionale dei consumatori: «Bene l’Ue, anche se la normativa è già chiara. I viaggiatori avranno diritto sia al rimborso che alla compensazione pecuniaria se non saranno avvisati in tempo utile». Il dossier jet fuel non è stato il solo tema affrontato nella videocall. Matteo Salvini ha ribadito la necessità di sospendere il Patto di stabilità «o l’Italia resterà bloccata». È impossibile, tuttavia, che sia accontentato. Nel piano «Accelerate EU» che la Commissione europea presenterà nelle prossime ore, Bruxelles indicherà cinque misure per affrontare la crisi. Il refrain resta quello di permettere ai Paesi membri «interventi mirati e temporanei» attraverso gli aiuti di Stato.
La distinzione tra compensazione pecuniaria e rimborso è importante. La prima è un indennizzo economico (da 250 euro a 600 euro) previsto dal Regolamento UE 261/2004. È dovuta quando la compagnia aerea cancella il volo con meno di 14 giorni di preavviso per cause proprie, escluse le circostanze eccezionali (meteo, scioperi). Si distingue dal semplice rimborso del biglietto. La fattispecie della carenza di jet fuel, quindi, potrebbe mettere le compagnie a riparo dal pagamento della compensazione, ma di certo non dal rimborso.
Nessun via libera ai sussidi a pioggia, come e più del 2022, quando la situazione finanziaria – viene sottolineato a Bruxelles – era migliore. Ci sarà, invece, una raccomandazione per la riduzione dei consumi, in particolare su trasporti e riscaldamento. In merito al jet fuel, la Commissione avvierà un Osservatorio europeo sui carburanti, con l’obiettivo di monitorare il livello di approvvigionamento, e punterà sulla ricerca di forniture alternative, tra cui il carburante Jet A prodotto negli Stati Uniti.










