Storie Web martedì, Aprile 21

La settimana scorsa, appena il Guardian aveva rivelato che Mandelson era stato “bocciato”, Starmer aveva licenziato Robbins, affermando di non avere più fiducia in un funzionario che non gli aveva rivelato il quadro completo. Oggi Robbins ha insistito che le regole esistenti, e in particolare la riservatezza dei controlli di sicurezza, gli impedivano di rivelare i dettagli del caso al premier o anche al ministro degli Esteri.

Robbins non ha quindi smentito Starmer, che si è detto “furibondo” per non essere stato informato, ma ha pacatamente spiegato che le circostanze del caso specifico e le regole del Foreign Office non gli avevano dato altra scelta.

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“I rischi legati alla nomina di Mandelson erano noti e il primo ministro li conosceva bene”, ha detto Robbins. Starmer lunedì si è nuovamente scusato per avere fatto una scelta sbagliata, ma non ha spiegato perchè ha insistito tanto per scegliere un personaggio così controverso per un incarico così importante e perchè aveva fatto di tutto per accelerare i tempi ignorando gli avvertimenti di numerosi esperti del Civil Service.

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Le riserve dell’UK Vetting Service

Robbins ha confermato oggi che le riserve dell’UK Vetting Service non riguardavano i rapporti di Mandelson con il pedofilo Jeffrey Epstein, che hanno poi portato al suo licenziamento da parte di Starmer. I timori riguardavano le amicizie dell’ex ministro con oligarchi russi, il suo incarico di direttore per Sistema, una società russa legata al Cremlino, e il fatto che Global Counsel, la società di consulenza da lui fondata, aveva come clienti società cinesi vicine al regime di Pechino.

Per tutelare sia la reputazione di Mandelson che del Governo, Robbins ha detto di avere stabilito misure per limitare i rischi (ad esempio la vendita di azioni d Global Counsel). Un compromesso per salvaguardare la sicurezza nazionale pur obbedendo alla chiara volontà del premier.  

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