L’esercito pachistano ha affermato in una nota che i colloqui hanno riguardato misure per scongiurare un’ulteriore escalation del conflitto e la riapertura dello Stretto di Hormuz
Taglia Usa da 10 milioni di dollari su capo e vertici Pasdaran
Gli Stati Uniti hanno messo una taglia da 10 milioni di dollari sui vertici militari dei Pasdaran: “Queste persone sono a capo di unità che hanno preso di mira il personale Usa con attacchi e le infrastrutture critiche degli Stati Uniti con operazioni informatiche. Aiutaci a contrastare queste minacce. Invia una segnalazione oggi stesso”, recita l’annuncio su X del Dipartimento di Stato, rivolto a “chiunque possa fornire informazioni”, con le foto del capo dei Pasdaran, Ahmed Vahidi, il comandante Ali Abdollahi, il responsabile delle forze aerospaziali e droni, Said Aghajani, del cyberwarfare, Hamidreza Lashgarian, e dell’intelligence Majid Khademi.
Aumenta pirateria nel Golfo di Aden
Il segretario generale dell’Organizzazione marittima internazionale (Imo), Arsenio Dominguez, ha lanciato un appello per il rilascio “immediato e incondizionato” degli oltre 90 marittimi tenuti in ostaggio dopo i recenti atti di pirateria nel Golfo di Aden.
“Le difficoltà per la navigazione sono in aumento a causa del recente aumento degli episodi di pirateria nel Golfo di Aden. Con l’ultimo dirottamento, una sesta nave è ora in mano a pirati e rapinatori armati in acque che stanno diventando troppo pericolose per i marittimi”, ha denunciato Dominguez, precisando in un comunicato che “oltre 90 marittimi innocenti sono al momento tenuti prigionieri, le loro vite sotto costante incertezza e minaccia, spesso con accesso limitato a cibo adeguato, acqua potabile, assistenza medica e altri servizi essenziali”.
“Chiedo l’immediato e incondizionato rilascio di tutti coloro che sono tenuti prigionieri”, ha chiesto il segretario dell’Imo, sottolineando che “nessun marittimo dovrebbe subire violenze, intimidazioni o sfruttamento semplicemente per aver svolto il proprio lavoro e aver contribuito al movimento delle merci nel mondo”.
«D-Day economico» contro l’Iran: sulle sanzioni Bessent minaccia anche la Cina
da New York Luca Veronese

Il «D-Day economico», la guerra di sanzioni che gli Stati Uniti vogliono scatenare per «isolare l’Iran con azioni senza precedenti» è diventata rapidamente – anche ieri nelle dichiarazioni dell’amministrazione americana – una minaccia nei confronti dei Paesi che fanno affari con il regime di Teheran, che comprano petrolio iraniano e in definitiva sostengono l’economia degli ayatollah. In primo luogo la Cina, da anni il principale acquirente di petrolio iraniano . Ma anche India e Turchia. E poi Russia, Emirati Arabi e Pakistan.
Scott Bessent, durante una conferenza stampa da Washington, ha annunciato «l’avvio immediato dell’operazione Economic Outcast», una nuova serie di sanzioni secondarie, parte di un’ampia «offensiva economica per emarginare l’Iran e tagliare i legami finanziari di Teheran in tutto il mondo»: «Il nostro obiettivo – ha ripetuto il segretario al Tesoro – è recidere ogni ancora di salvezza economica che sostiene questo regime tirannico, fino a quando Teheran non resterà completamente isolata»