Storie Web martedì, Agosto 25

VAIMOO sbarca a Lisbona, tiene sott’occhio il mercato italiano e mette in cantiere nuovi mezzi nel campo del bike sharing. Guidata dal ceo Matteo Pertosa, la società con sede a Mola di Bari progetta e gestisce sistemi avanzati di bike sharing e micromobilità. Inoltre, fornisce flotte di biciclette elettriche intelligenti, stazioni di parcheggio virtuali o fisiche e una piattaforma digitale integrata per la gestione del servizio nelle città.

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Sinora ha espresso 1,6 milioni di viaggi, 5,8 milioni di chilometri percorsi in bici e un milione di ore fatte in bici. I dipendenti, collaboratori inclusi, sono 120. «Abbiamo investito già una decina di milioni – spiega Pertosa -. In prospettiva con tutto il piano, tra ingegneria, costruzione di veicoli e altre attività, saremo sui 30-50 milioni».

«Stiamo lavorando tantissimo – dichiara Pertosa – per cercare di realizzare un’alternativa ai servizi di mobilità privata. In Italia, dati Aci 2025, si spendono circa 160 miliardi l’anno per l’auto privata, qualcosa come 11 euro al giorno per auto. Inoltre, per il 95% del tempo questi veicoli stanno fermi. Il che significa risorse non sfruttate. E se si fa un confronto con quanto utilizzato dalle istituzioni e dal sistema in generale per il trasporto pubblico, vediamo che sono soltanto 8 miliardi. Una sproporzione quindi evidente. Ecco, allora, la volontà di cercare un’alternativa da parte nostra poiché il problema vero é che gli italiani vanno sulla mobilità privata poiché non hanno altre opzioni che diano una disponibilità immediata alle loro esigenze di spostamento. Le istituzioni dovrebbero creare le condizioni affinché il mercato possa offrire dei servizi alternativi, ma é difficile. In Puglia, per esempio, la gara del trasporto pubblico locale su gomma, che vale 250 milioni l’anno, non si fa dal 2004 e si va avanti con le proroghe».

Per il Ceo di VAIMOO «quello che stiamo facendo é costruire un pezzo di questa catena di mobilità che é quella del primo e dell’ultimo meglio. I servizi di sharing di mobilità elettrica leggera come bici elettriche, bici cargo, minicar, che é un segmento che si sta sviluppando, servono a rendere capillare e pervasiva un’offerta di mobilità a bassissimo costo, h24, e vicina al massimo 100 metri da casa. Stiamo quindi costruendo una gamma di veicoli che permetta di coprire esigenze diverse di mobilità. Faccio un esempio: arrivo in stazione e devo portare il trolley, oppure devo andare a fare la spesa. In produzione e sul campo abbiamo bici elettriche e bici elettriche da sharing. Sono molto particolari e si devono conoscere benissimo. Noi siamo avvantaggiati perché non solo le conosciamo bene ma le progettiamo, produciamo e controlliamo in ogni passaggio. Sappiamo quali sono le manutenzioni da farsi».

Numeri e mercati. «Di bici elettriche – spiega Pertosa – ne abbiamo prodotte circa 15mila e quasi tutte vendute in Europa. L’area che ha tirato di più é stato il Nord Europa tra Copenaghen, Stoccolma e Rotterdam. Abbiamo appena vinto una gara a Lisbona dove per 2 milioni e mezzo forniremo la tecnologia VAIMOO, ovvero tutta la parte che serve per la gestione di un servizio di bike sharing. Ma operiamo anche in Italia. Ci sono città dove ci stiamo candidando ad essere presenti. A Bologna siamo in attesa di sapere cosa farà la municipalità, guardiamo anche a piazze importanti come Milano, ma bisogna aspettare che escano le gare».

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