Un booster da 20 miliardi di euro per le imprese del terziario. È il contenuto del piano presentato da Intesa Sanpaolo attraverso la Divisione Banca dei Territori, un progetto che accelererà l’innovazione, la digitalizzazione e la riqualificazione oltre a favorire la diffusione dei pagamenti digitali con l’azzeramento delle commissioni per importi fino a 20 euro effettuati con il Pos fisico contro il precedente limite di 10 euro. Una iniziativa che vuole sostenere Pmi e micro imprese del commercio, artigianato e turismo rispondendo ai bisogni reali del tessuto produttivo, offrendo un sostegno concreto agli imprenditori che nel corso del tempo hanno ridefinito priorità ed esigenze, trasformando il proprio approccio culturale al fare impresa. Si tratta del rinnovo degli accordi con Confcommercio, Federalberghi e Confartigianato e consolidato un nuovo patto di sistema per rafforzare la competitività e affrontare alcune tra le attuali sfide, dai costi energetici agli strumenti digitali fino alla formazione specializzata e alla difesa dell’occupazione. Intesa Sanpaolo tra il 2020 e il giugno 2026 aveva destinato oltre 20 miliardi alle aziende del settore.
In particolare per le attività commerciali ci sarà l’azzeramento delle commissioni su Pos fisico per importi fino a 20 euro, per l’artigianato sono previste soluzioni di finanziamento dedicate agli investimenti in digitale ed energia, agevolazioni sulle linee di anticipo fatture per supportare la gestione della liquidità e condizionidedicate sulle soluzioni Pos per agevolare l’accettazione dei pagamenti digitali anche in mobilità. Per il turismo: sostenere gli investimenti di riqualificazione energetica delle strutture ricettive, agevolare la gestione finanziaria della stagionalità attraverso nuovi strumenti come le linee di «Anticipo prenotazioni alberghiere» che consentono di gestire i picchi stagionali con maggiore flessibilità e acondizioni più vantaggiose oltre ad un’offerta dedicata per l’accettazione dei pagamenti digitali.
«Il nostro Paese è reso vitale da piccoli imprenditori che trasmettono tra diverse generazioni il saper fare italiano e arricchiscono le filiere produttive. Dobbiamo tutelare questo patrimonio e dobbiamo farlo insieme al mondo associativo, da sempre interlocutore decisivo per le nostre iniziative. Il nostro patto strategico con Confcommercio, Federalberghi e Confartigianato vuole favorire sviluppo, competitività e innovazione: lo faremo con 20 miliardi di nuovo credito e con le nostre nuove misure annunciate oggi – ha detto Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo -, La Banca infatti si farà carico degli interessi sulla prima rata dei nuovi prestiti e su quelle a fine 2027 e fine 2028 con un risparmio stimato di 600 euro per ogni impresa, mentre l’azzeramento delle commissioni per pagamenti POS inferiori a 20 euro consentirà a ciascun esercente risparmi per 450 euro. In questo modo contribuiremo all’economia dei territori restituendo circa 100 milioni di euro in termini di minori costi, nell’arco di 14 mesi. Il nostro impegno e la nostra presenza capillare vogliono così contribuire allo slancio delle piccole imprese di commercio, turismo e artigianato, per affrontare con una visione di lungo periodo le fasi più complesse dello scenario economico».
Per promuovere le nuove misure, Intesa Sanpaolo e le associazioni di categoria hanno avviato il roadshow «Vicini a chi fa impresa ogni giorno», con le prime tappe dedicate al commercio che si sono già svolte a Padova, Firenze e Napoli. L’iniziativa proseguirà nei prossimi mesi con nuovi incontri organizzati insieme alle altre associazioni per rafforzare il dialogo diretto con le imprese sui territori e trasformare i bisogni locali in opportunità di sviluppo. In Italia sono attive oltre 4,4 milioni di micro imprese, pari al 95% delle imprese del paese, che impiegano circa 7,5 milioni di addetti (il 41% della forza lavoro italiana) e generano circa il 25% del valore aggiunto nazionale. Il clima di fiducia è stabile rispetto a dicembre 2025 e in crescita sui periodi precedenti, ma i costi energetici, l’inflazione e il prezzo delle materie prime restano le principali preoccupazioni delle imprese, con possibili effetti su investimenti e redditività.
«Le piccole imprese stanno affrontando una fase complessa che, nonostante le difficoltà, impone di accelerare gli investimenti per mantenere competitività e capacità di crescita – è la premessa di Marco Granelli, presidente Confartigianato -. Per questo oggi serve un credito più vicino agli imprenditori, in grado di comprenderne progetti, competenze, potenzialità e specificità territoriali. È su questa logica che si fonda la collaborazione con Intesa Sanpaolo, per rafforzare un dialogo banca-impresa ispirato alla conoscenza e alla fiducia. Soddisfare le esigenze creditizie degli artigiani e delle piccole imprese significa sostenere la forza produttiva del made in Italy. Significa creare le condizioni affinché chi crea valore nei territori possa continuare a crescere, innovare, creare occupazione ed affrontare con maggiore vigore le grandi transizioni del nostro tempo».
