L’Istat ha pubblicato la stima definitiva dei prezzi al consumo di maggio. E ha confermato la stima preliminare (+0,4% su base mensile e del +3,2% su base annua). A maggio 2026 l’inflazione sale dunque a +3,2%. L’accelerazione risente essenzialmente delle tensioni sui prezzi dei Beni energetici non regolamentati, dei Servizi relativi ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona.
Effetto freno da parte dei beni alimentari
Un effetto di freno alla dinamica dell’inflazione si deve invece ai prezzi dei Beni alimentari, la cui decelerazione si riflette anche sulla dinamica dei prezzi del “carrello della spesa” (da +2,3% a +1,9%); l’inflazione di fondo sale a +1,7% (da +1,6%). L’inflazione acquisita per il 2026, a maggio, è pari a +2,6%.








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