Storie Web giovedì, Settembre 10

«Tra il 2021 e il 2026 il mercato del lavoro italiano ha mostrato un trend positivo, con un incremento del tasso di occupazione e una flessione della disoccupazione. La crescita occupazionale ha riguardato tutte le classi di età ad eccezione dei più giovani, risultando più elevata per la classe di età 50-64 anni (+7,8 punti), anche a causa del progressivo invecchiamento demografico e delle riforme pensionistiche. A livello contrattuale si consolida il lavoro stabile, con un aumento dei dipendenti permanenti e una contestuale riduzione di quelli a termine». Lo sottolinea l’Istat nella consueta Nota sull’andamento dell’economia italiana, riferita a luglio – agosto 2026.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Mercato del lavoro in espansione

In Italia, negli ultimi anni – sottolinea l’Istat – il mercato del lavoro ha mostrato una occupazione in espansione, in un contesto caratterizzato da trasformazioni economiche e demografiche rilevanti e dalla persistenza di alcune criticità strutturali. Nel quinquennio luglio 2021-luglio 2026 si è delineato un quadro generale particolarmente positivo, con un aumento complessivo del tasso di occupazione (+4,4 punti percentuali , circa 1 milione 600mila occupati in più) e una contestuale flessione sia della disoccupazione (-3,4 punti, con -787 mila persone in cerca) sia dell’inattività (-2,4 punti, con circa 1 milione 50mila inattivi in meno).

Sempre più giovani inattivi, ma più istruiti

L’incremento occupazionale più significativo si è registrato nella fascia di età 50-64 anni (+7,8 punti), accompagnato da una forte riduzione dell’inattività (-6,3 punti percentuali). Al contrario, la fascia giovanile (15-24 anni), sebbene caratterizzata da un netto calo del tasso di disoccupazione (-8,6 punti), ha evidenziato anche una flessione dell’occupazione (-1,2 punti) e un aumento dell’inattività (+4,1 punti), in parte dovuti all’innalzamento dei livelli di istruzione che ritarda l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.

Il peso dell’innalzamento dell’età pensionabile

L’incremento dell’occupazione – spiega l’Istat – ha interessato in misura più ampia le fasce di età più avanzate ed è stato influenzato, oltre che dalla dinamica economica complessiva, da due principali fattori. Da un lato, le politiche previdenziali, caratterizzate dal progressivo innalzamento dell’età pensionabile che ha determinato un prolungamento della permanenza degli individui nel mercato del lavoro. A ciò si è aggiunto, come già menzionato, il progressivo innalzamento dei livelli di istruzione che ha ritardato l’entrata nel mercato del lavoro e, di conseguenza, anche l’uscita per arrivare a raggiungere il minimo contributivo richiesto.

L’invecchiamento della popolazione

Dall’altro lato, il processo di invecchiamento della popolazione italiana, sottolinea l’Istat, sta modificando significativamente la struttura demografica del Paese. In particolare, la progressiva diminuzione della popolazione nelle classi di età inferiori ai 50 anni si è accompagnata a un aumento della numerosità delle persone ultracinquantenni. Questo cambiamento nella composizione demografica si è riflesso anche sulla struttura dell’occupazione, determinando un peso crescente dei lavoratori più anziani sul totale. Tra luglio 2021 e luglio 2026, la variazione dell’occupazione per i 50-64enni è risultata in aumento del 18,0% mentre al netto della componente demografica sarebbe stata del 13,0%.

Condividere.
Exit mobile version