Un’indagine conoscitiva cominciata a metà ottobre scorso che ha chiuso i battenti a inizio giugno. Obiettivo: approfondire le politiche di investimento e di valorizzazione dell’immenso patrimonio immobiliare di Inps e Inail. A condurre l’indagine la Commissione bicamerale di vigilanza degli enti previdenziali presieduta dall’economista Alberto Bagnai (Lega).

Abbiamo potuto leggere la bozza conclusiva (datata 9 giugno), sintesi delle tante audizioni della Bicamerale sul tema. In particolare, c’è un focus sulle criticità degli immobili dei due enti; viene rilevato che «la riduzione degli immobili inutilizzati e l’incremento della redditività rappresentano oggi una delle principali sfide gestionali del patrimonio immobiliare pubblico previdenziale». La Commissione sottolinea il fenomeno della vacancy (immobili sfitti, ndr). L’organismo di vigilanza ritiene inoltre «necessario che gli enti si dotino di strategie patrimoniali integrate di medio lungo periodo, fondate su obiettivi misurabili e su una chiara distinzione tra patrimonio strumentale, patrimonio a reddito e immobili a potenziale funzione sociale».

Gli immobili Inps

A proposito di Inps, nel documento si specifica che a fine 2024 il valore lordo complessivo del patrimonio immobiliare gestito direttamente e indirettamente ammontava a circa 4,65 miliardi di euro, mentre il valore netto di bilancio risultava pari a circa 3,53 miliardi di euro. «La documentazione trasmessa – si legge nella bozza – non reca tuttavia una stima complessiva del presumibile valore di mercato dell’intero patrimonio immobiliare dell’Istituto, circostanza che può incidere sulla trasparenza informativa, sulla comparabilità interistituzionale dei dati e sulla piena valutazione economico patrimoniale degli asset detenuti».

A proposito delle «criticità strutturali», viene sottolineato «l’elevato livello di sfitto, pari a 12.811 unità immobiliari libere al 31 dicembre 2024, corrispondenti a circa il 55% del totale, la presenza di occupazioni abusive o sine titulo, la forte incidenza degli immobili derivanti dalle operazioni Scip I e Scip II (le cartolarizzazioni di inizio 2000, ndr), i rilevanti costi fiscali e manutentivi e una redditività ancora contenuta rispetto alla dimensione del patrimonio detenuto». Dal 2022 al 2024, il rendimento operativo netto di Inps «è aumentato dallo 0,52% all’1,12 per cento. Permane tuttavia un reddito finanziario netto negativo per circa 2,6 milioni di euro, anche per effetto degli oneri fiscali, manutentivi e gestionali».

La gestione Inail

«Nel caso dell’Inail – viene osservato –, il patrimonio immobiliare presenta caratteristiche differenti, maggiormente coerenti con la funzione assicurativa dell’ente e con la copertura delle riserve tecniche». A fine 2024, «il valore complessivo del patrimonio ammonta a circa 4,47 miliardi di euro, a fronte di un valore presunto di mercato di circa 4,73 miliardi. La composizione del portafoglio risulta prevalentemente orientata verso immobili destinati a conduttori pubblici e a finalità di interesse generale, assicurando una maggiore stabilità dei flussi locativi e una minore esposizione al rischio di insolvenza». Sul versante criticità, vengono evidenziate «le operazioni Scip, gli immobili inutilizzati o in fase di valorizzazione, i tempi di realizzazione degli investimenti a sviluppo e la crescente incidenza dei costi di riqualificazione».

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