Concorrente industriale e commerciale non sempre corretto e, insieme, mercato imprescindibile per l’arredamento e design italiano, nonostante il rallentamento degli ultimi anni. La Cina rappresenta ancora il primo Paese per presenze al Salone del Mobile di Milano e una destinazione dal grande potenziale, soprattutto nell’ambito dei grandi progetti (hotel, residenze, uffici e luoghi pubblici).
Per questo Shanghai è stata scelta come prima tappa del Salone Contract Tour, il roadshow di presentazione alla comunità internazionale del nuovo progetto del Salone del Mobile, affidato allo studio olandese Oma, che debutterà a Milano il prossimo aprile.
Focus sul «mixed-use»
La Cina concentra circa il 72% del mercato contract potenziale dell’Asia-Pacifico, per un valore stimato tra 20 e 25 miliardi di euro, spiegano gli organizzatori del Salone del Mobile.
Ma la scelta di Shanghai non è dovuta solo al peso del mercato cinese: è la sua trasformazione a rendere la Cina particolarmente interessante per le imprese italiane: grandi sviluppi «mixed-use», riqualificazione del patrimonio esistente, hospitality e nuovi modelli dell’abitare stanno modificando il modo in cui vengono definiti brief, standard, specifiche e forniture.
«Il mixed-use rende evidente un cambiamento più ampio: il design entra sempre prima nella costruzione del valore immobiliare – spiega Maria Porro, presidente del Salone del Mobile di Milano -. Un hotel deve attrarre ospiti e costruire identità, un workplace deve offrire alle persone una ragione per essere vissuto, il retail deve aumentare permanenza e desiderio di ritorno, il residential incorpora servizi e amenities sempre più vicini all’hospitality».











