Storie Web mercoledì, Marzo 11

Il prezzo del cacao cala, quello delle uova di Pasqua, invece, sale di circa un 10% rispetto allo scorso anno. Un fatto che ha spinto le associazioni che si occupano della tutela dei diritti dei consumatori a indagare e fornire anche una serie di consigli. Punto di partenza è il quadro che ha interessato il settore negli ultimi due anni.

Per il costo del cacao crollo del 65%

«Il prezzo del cacao ha cominciato a scendere nell’ultima parte del 2025 con tagli del 65% rispetto a quotazioni che avevano portato a superare 11 mila dollari a tonnellata nel 2024 e in parte del 2025 – premette Michele Carrus, presidente di Federconsumatori -. Si tratta di una discesa legata a condizioni climatiche favorevoli e nei paesi produttori, come Ghana, Costa d’Avorio e Ecuador sono state rese maggiori scorte con il risultato che la quotazione è scesa a 2.800 dollari a tonnellata, sempre alta rispetto ai precedenti 2.200 dollari». Situazione che ha determinato anche un calo delle richieste. «Pensiamo che lo scorso anno c’è stata una riduzione negli acquisti di un terzo, proprio a causa dei rincari – aggiunge -, e questo fatto ha spinto l’industria a un riposizionamento della produzione».

Il quadro internazionale

Nel nuovo quadro entrano anche gli effetti di quanto avviene nello scenario internazionale. «Da una parte abbiamo la turbativa della catena logistica, legata alla guerra in Medio Oriente, che – argomenta Carrus – condiziona i trasporti verso i paesi importatori in Europa e Asia». Poi, come sottolinea, c’è un altro fattore tutt’altro che trascurabile. «Si tratta della spinta speculativa legata alle festività di Pasqua, in particolare nel mondo cristiano – aggiunge -. Sono due dei classici fattori che noi chiediamo di monitorare ai fini della “corretta” determinazione dei prezzi al consumo, con tutte le variabili ovviamente a seconda del tipo di prodotto e delle modalità di distribuzione». A sentire il presidente dell’organizzazione che al suo interno ha anche l’osservatorio permanente sui prezzi, è fondamentale «la trasparenza».

«Rivedere norma contro speculazione»

«Credo sia ora di rivedere la normativa contro la speculazione e l’arricchimento illecito nel nostro Paese, e anche in Ue – aggiunge – che riguarda non solo questo bene “voluttuario” ma tutti i generi di largo consumo del carrello della spesa: alimentari freschi e confezionati, prodotti per la cura della persona e della casa. Qui si registrano spesso fenomeni speculativi eccessivi, che mettono in difficoltà le famiglie dei consumatori, che hanno perso circa circa il 10% del loro potere d’acquisto negli ultimi 4 anni».

Il rincaro dei carburanti

C’è poi un altro aspetto che Carrus rimarca: «Ora i timori sono più che fondati, a causa del rincaro dei carburanti, dato che da noi le merci viaggiano per l’86% su gomma, e dei beni energetici. Servono ora, prima che sia tardi, misure anticicliche dal Governo: taglio Iva sui beni essenziali, taglio delle accise e degli oneri di sistema, riduzione Iva su gas, almeno temporaneamente».

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