Sono passati 30 anni da quando Moratti ha acquistato l’Inter e oggi ricorda uno degli affari sfumati più clamorosi: “La Roma era piena di debiti, ma noi lasciammo stare”
Massimo Moratti non ha mai interrotto il filo con la sua Inter, acquistata esattamente trent’anni fa dall’allora presidente nerazzurro Ernesto Pellegrini. Nel corso della sua presidenza ha accolto grandi campioni a Milano e portato a casa tutti i trofei grazie ai grandi nomi del calcio che gli hanno permesso di riscrivere la storia. La sua è una vita costellata di ricordi e di aneddoti diventati ormai molto noti, come le videocassette con le quali cercava di scovare personalmente i nuovi talenti.
In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera in questo giorno tanto speciale per lui ha riavvolto il filo dei pensieri, ricordando i colpi più importanti della sua epoca. Ma oltre ai campioni ci sono i rimpianti, come nel caso di Iniesta, Messi e addirittura Francesco Totti che è arrivato a un passo dal vestire la maglia nerazzurra in una situazione molto critica per la Roma ai tempi.

Moratti racconta l’aneddoto su Totti
Tra i colpi sfumati che avrebbero fatto clamore c’è sicuramente Francesco Totti che nel corso della sua carriera è stato vicinissimo all’Inter di Moratti. A raccontarlo è lo stesso ex presidente nel corso dell’intervista, rivelando il clamoroso retroscena della Roma che aveva urgente bisogno di vendere i suoi pezzi pregiati. La situazione economica dei giallorossi era disastrosa, tanto da pensare di sacrificare perfino Totti non senza sofferenze: “Totti? L’allora proprietà della Roma era piena di debiti, strapiena di debiti… Il presidente era così disperato che arrivò a offrirmi Totti. Piangendo“.
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Non si sa se l’ex capitano avrebbe accettato il trasferimento (e soprattutto il fatto di restare in Italia), ma alla fine fu lo stesso Moratti a non voler andare avanti nelle trattative. Una situazione strana che oggi preferisce spiegare con pochissime parole: “Poi forse Totti avrebbe comunque scelto di restare a Roma, ma anche in quel caso lasciammo stare noi dell’Inter. Cose di calcio, cose di sentimenti“.