Storie Web giovedì, Agosto 27

Secondo atto della battaglia legale che si sta combattendo sulla fornitura del supercomputer quantistico alla Regione Campania e per essa alla Università di Salerno. Il Consiglio di Stato ieri ha emesso la sentenza con cui ha confermato lo stop definitivo all’appalto da 61,2 milioni per il progetto Quantum Valley della Regione Campania, dando di fatto ragione a Tea Tek, la società di origine napoletana, nota soprattutto perchè impegnata nella reindustrializzazione dell’ex fabbrica Whirlpool di Napoli, con un investimento che supera i 90 milioni.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La storia. La gara per la selezione di un operatore a cui affidare la fornitura di un computer quantistico, del valore di 61,2 milioni, risale a febbraio 2025. Al centro della diatriba legale c’è la proroga dei termini di gara concessa dalla Regione Campania – dall’amministrazione all’epoca guidata da Vincenzo De Luca – poche ore prima della scadenza del 10 febbraio 2025, poi rinviata al 17 febbraio. Una decisione contestata da Tea Tek, l’unica azienda napoletana in gara, guidata da Felice Granisso e difesa dall’avvocato Alfonso Erra, arrivata seconda dietro al colosso del settore informatico.

La procedura di gara va avanti: al 17 febbraio vengono presentate altre offerte, tra cui quella di Ibm e di altre grandi azienda dell’hi-tech. All’ apertura delle buste Ibm risulta vincitrice della gara, seguita da Tea Tek che si classifica seconda.

L’azienda napoletana non si dà per vinta e ingaggia la sua battaglia legale senza lasciarsi intimidire da concorrenti che sono i big del settore, come la multinazionale Ibm. Del resto, Tea Tek ha deciso di investire sulle tecnologie quantistiche, visto che sta già realizzando un progetto importante su un supercomputer da installare nel centro di ricerca in via di realizzazione a Napoli (si veda l’articolo del Sole 24 Ore del 19 agosto).

Parte il ricorso: Tea Tek e i suoi avvocati, sostengono che la proroga dei termini di gara sia illegittima per vari motivi. Inoltre, evidenziano altre irregolarità anche nel progetto vincitore. La Regione Campania si difende dapprima sostenendo difficoltà operative degli operatori stranieri, poi un «malfunzionamento» del sistema informatico di gara. Ma non convince i giudici e perde, infatti, sia in primo che in secondo grado. Ora la procedura torna alla fase precedente alla proroga, con la sola offerta di Tea Tek da valutare. Ciò non comporta l’aggiudicazione automatica dell’appalto all’azienda napoletana: il Consiglio di Stato ha respinto anche l’appello incidentale con cui l’azienda napoletana chiedeva che le fosse riconosciuta direttamente la vittoria della gara, ribadendo che la Regione mantiene piena discrezionalità nel valutare se l’offerta sia conveniente e può, se ritiene, decidere di non aggiudicare l’appalto. Intanto, però, Regione Campania e Ibm sono condannate a pagare 5.000 euro di spese legali.

Condividere.
Exit mobile version