Storie Web mercoledì, Luglio 15

Il controverso caso dello striscione appeso al liceo classico Vincenzo Monti di Cesena e delle severe sanzioni comminate dal Consiglio d’istituto ai due studenti responsabili dell’atto è arrivato fino all’Aula di Montecitorio, dove il il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è stato chiamato a risponderne durante il question time. 

Nell’istituto cesenate sono arrivati nei giorni scorsi gli ispettori inviati dall’Ufficio scolastico regionale, hanno il compito di verificare la regolarità delle procedure attivate dall’istituto a seguito di questo caso che ha acceso un dibattito politico. Al centro della vicenda sono due ragazzi della quinta classe, che hanno quindi sostenuto proprio in questi giorni l’esame di maturità, responsabili dell’esposizione di un lenzuolo con la scritta ’L’Italia agli italiani’ proprio nell’ultimo giorno delle lezioni. Gli alunni sono stati sanzionati con il voto di ’sei’ in condotta e con l’obbligo di redigere una ’tesina’ in vista della maturità. La sanzione è parsa particolarmente severa perché il ’sei’ in condotta condiziona pesantemente anche il voto finale dell’esame.

Secondo l’istituto quel voto sarebbe però un giudizio finale determinato dalla sommatoria di altre note disciplinari accumulate dai ragazzi. Ha suscitato polemiche anche la tesina, per la quale sono stati indicati testi e materiali relativi al razzismo, anche se l’istituto ha giustificato la punizione non per il contenuto dello striscione, ma per il mancato rispetto dei regolamenti interni della scuola che vietano di esporre scritte e altro senza autorizzazione.

“Voglio subito chiarire che l’affermazione “l’Italia agli italiani” non solo non ha nulla di censurabile ma è senz’altro condivisibile poiché ricomprende tutti i cittadini del nostro Paese. È una frase, fra l’altro, più volte ripetuta dai movimenti politici che costituiscono l’attuale Governo. A seguito delle note decisioni assunte dal Consiglio di classe del Liceo Monti di Cesena sulla condotta dei due studenti che hanno esposto uno striscione con la scritta, appunto, “l’Italia agli italiani”, ho ritenuto necessario avviare subito una verifica ispettiva per il tramite dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna”, ha detto Valditara rispondendo all’interrogazione sugli esiti dell’ispezione dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna. “L’ispezione è tuttora in corso e, non appena saranno noti i relativi esiti, sarà possibile una valutazione compiuta sull’accaduto – prosegue Valditara -. Al riguardo, premesso che non esiste alcun potere ministeriale sul processo valutativo del singolo Consiglio di classe, specifico che l’accertamento è volto a chiarire il rapporto tra la violazione delle regole scolastiche e il contenuto dell’elaborato assegnato agli studenti: vale a dire, se il Consiglio di classe, nell’assegnare un  approfondimento sulle leggi razziali e sul saggio “gli africani siamo noi” sia stato in qualche modo condizionato dalla vicenda in questione e dallo striscione esposto. Ciò detto, qualora all’esito dell’accertamento ispettivo dovesse emergere un collegamento tra il contenuto dell’elaborato critico e l’espressione utilizzata nello striscione, e non – come richiedono le norme da noi recentemente introdotte – con la violazione di regole di condotta scolastica, sarebbe certamente un episodio grave, in contrasto con la deontologia professionale dei docenti”.

“Ricordo infatti che la riforma del comportamento da me voluta prevede che i provvedimenti disciplinari abbiano una finalità educativa e tendano al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica; dunque, in nessun caso, può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni che non siano in contrasto con le libertà altrui. È lo stesso Statuto delle studentesse e degli studenti a stabilire che non si può sanzionare uno studente per il suo pensiero politico – conclude Valditara -. D’altronde abbiamo emanato una circolare molto chiara che invita a stimolare lo spirito critico, il pluralismo delle idee, il dibattito e a contrastare ogni forma di indottrinamento, partendo dal presupposto che la grande missione della scuola sia di educare a essere liberi: da qualsiasi soggezione a persone, mode o ideologie”.

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