Storie Web giovedì, Luglio 16

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – La presidenza brasiliana ha respinto la decisione degli Stati Uniti di imporre dazi del 25% su alcuni prodotti brasiliani e ha manifestato l’intenzione di reagire a questi dazi «illegali e imposti arbitrariamente». L’amministrazione di Donald Trump ha annunciato questi nuovi dazi contro la maggiore economia dell’America Latina a seguito di un’indagine del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (Ustr), basata su una legge del 1974. Brasilia ha promesso di attuare misure di «reciprocità» in virtù di una legge approvata dal Parlamento l’anno scorso. «Non vi è alcuna giustificazione per misure unilaterali contro il nostro Paese», ha replicato l’ufficio del presidente brasiliano di sinistra Luiz Inacio Lula da Silva in una dichiarazione pubblicata su X.

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La presidenza si è impegnata a difendere la «sovranità» del Brasile e ha respinto categoricamente tutte le “accuse” mosse da Washington riguardo a «presunte pratiche commerciali sleali adottate dal Brasile». L’indagine statunitense riguarda una vasta gamma di questioni, tra cui l’impegno nella lotta alla corruzione, la tutela della proprietà intellettuale, la deforestazione illegale e le decisioni giudiziarie volte a contrastare la disinformazione sui social media.

«In Brasile non rinunceremo a proteggere le nostre famiglie e i nostri figli dall’avidità di una manciata di tecno-oligarchi. La libertà di espressione non è un lasciapassare per la criminalità», ha affermato la presidenza brasiliana. A soli tre mesi dalle elezioni presidenziali brasiliane di ottobre – in cui Lula cerca la rielezione – l’esecutivo brasiliano ha anche puntato il dito, nella sua dichiarazione, contro la famiglia dell’ex presidente di destra Jair Bolsonaro (2019-2022), che sta scontando una condanna a 27 anni di carcere per tentato colpo di Stato.

Il «deplorevole esito» dell’indagine statunitense «fa parte di uno scenario costruito con la collaborazione attiva della famiglia Bolsonaro», hanno sostenuto le autorità, denunciando i «falsi patrioti». I figli di Bolsonaro avevano sostenuto i dazi imposti da Washington al Brasile l’anno scorso, misure che furono poi in gran parte revocate. Questa volta, tuttavia, il figlio maggiore dell’ex presidente, Flavio Bolsonaro – candidato alla presidenza contro Lula – aveva chiesto agli Stati Uniti di ritirare i dazi, sostenendo che avrebbe favorito le prospettive elettorali del suo rivale. Red-Fla-

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