Storie Web martedì, Giugno 9

Assalto a Mps nella nuova fase del risiko bancario e finanziario italiano. Dopo che Bpm domenica ha proposto una fusione a Monte dei Paschi di Siena, che con l’integrazione di Mediobanca controlla oltre il 13% di Generali, a distanza di non molte ore Intesa Sanpaolo lancia un’Opas sulla banca senese definendo un accordo con Unipol che coinvolge la sua controllata Bper. Un’Offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria e totalitaria su Mps, per circa 30,6 miliardi di euro, con un premio del 12,5% sugli ultimi prezzi di Borsa. 

Bper così potrebbe trasformarsi in un nuovo grande campione bancario nazionale, secondo gruppo italiano per raccolta diretta, prestiti alla clientela e numero di sportelli. La compagnia assicurativa bolognese prepara un aumento di capitale fino a 2,5 miliardi e rafforza ulteriormente la propria posizione su Bper, anche attraverso contratti derivati che potrebbero portarla al controllo di fatto. Lo schema del primo gruppo bancario italiano, timonato dal Ceo Carlo Messina, con Unipol-Bper prevederebbe che quest’ultima rilevi le attività bancarie tradizionali di Mps delle 635 filiali, mentre Intesa si terrebbe Mediobanca e, tramite Piazzetta Cuccia, la quota in Generali. 

Le cose si sono quindi complicate per Giuseppe Castagna alla guida di Bpm che mette sul tavolo una proposta di fusione “tra pari” con Monte Paschi di Siena. Con l’obiettivo di creare un grande polo bancario italiano, forte nei territori, nella gestione del risparmio, nel credito e nei prodotti assicurativi. E con una capitalizzazione superiore a 50 miliardi e sinergie stimate in oltre 1,1 miliardi annui lordi. Intesa invece con il successo dell’Opas rafforzerebbe la propria posizione nel risparmio gestito e nell’assicurativo. 

Ma Generali è il nodo in cui si intrecciano le posizioni di Delfin, Caltagirone, Mediobanca e Unipol. Mentre dentro Banco Bpm ci sono i francesi di Crédit Agricole. Al di là delle singole offerte, la partita quindi è sul peso esercitato su Mediobanca, sul Leone di Trieste e sull’imponente massa di risparmio amministrano. Dopo il comunicato di domenica di Piazza Meda è arrivato quello di Intesa sull’Opas e poi quello di Unipol. 

Il Ceo di Intesa Messina ha definito la proposta di Bpm “lettera d’amore” a fronte di “una offerta” vera. “Banco Bpm ha cercato di anticipare la nostra operazione”, ha detto il Ceo di Ca’ de Sass. Una mossa che viene letta come “tentativo di un innamorato disperato” con “poche possibilità di successo”, dal presidente di Unipol Carlo Cimbri. Parole cui non è seguita nessuna replica dal Bpm a stretto giro. 

L’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps non ha colto di sorpresa il governo. Il Mef prende atto delle iniziative su Mps di cui è stato informato, “che riconoscono la valorizzazione della banca risollevata da una posizione pre fallimentare”, recita una nota del ministero dell’Economia e delle Finanze. Dal canto suo il cda di Mps dopo una riunione ha per ora comunicato solo che “procederà” alla valutazione della proposta “non sollecitata” di Bpm e all’offerta “non concordata” di Intesa Sanpaolo. E a questo punto la domanda è anche se Unicredit starà solo a guardare la fase 2 del risiko o no.

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