Storie Web lunedì, Agosto 17

Il mercato della bellezza naturale cresce in modo costante e strutturale, spinto da qualità, sostenibilità e benessere emotivo. Ingredienti naturali, produzioni locali, soluzioni multiuso e approcci biotecnologici: la sostenibilità continua a orientare in modo crescente le decisioni d’acquisto, non solo per ragioni ambientali ma anche per coerenza valoriale e fiducia.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Secondo il Rapporto Natural and Organic Cosmetics, il settore ha toccato quota 31,4 miliardi di dollari nel 2024 e punta a superare i 52,2 miliardi entro il 2030, con una crescita media annua dell’8,9%.

Per Natrue, l’Associazione internazionale che tutela la cosmesi naturale e biologica, si tratta di una svolta cruciale: i cosmetici naturali non sono più una scelta per pochi, ma una preferenza diffusa che coniuga efficacia, innovazione e valori etici. Una svolta che ridisegna il panorama beauty mondiale, con qualità, sostenibilità e benessere come nuovi pilastri.

La crescita non è solo economica, ma riflette un cambiamento profondo. I consumatori cercano prodotti che raccontino una storia chiara, verificabile e coerente. Vogliono sapere cosa contengono, da dove provengono gli ingredienti e come avviene la produzione. La bellezza naturale viene sempre più interpretata come parte di un percorso olistico che integra salute, self care ed equilibrio emotivo.

«Il consumatore di oggi è informato, consapevole ed esigente – spiega Paula Gómez de Tejada, global communications and public relations manager di Natrue -. Cerca efficacia ma pretende anche etica. Trasparenza, responsabilità e verificabilità delle promesse cosmetiche sono quindi il prerequisito per costruire una fiducia duratura. Come associazione combattiamo da sempre il greenwashing e il nostro consiglio è di controllare la presenza di certificazioni green. Il marchio NATRUE, ad esempio, garantisce l’autenticità dei cosmetici naturali e bio, che devono rispettare criteri rigorosi: sono vietati oli minerali, siliconi, OGM, microplastiche, profumi sintetici e parabeni. Lo standard impone anche la biodegradabilità di determinati ingredienti e vieta categoricamente qualsiasi sperimentazione animale».

Condividere.