Storie Web lunedì, Maggio 25

Il domani del nostro benessere finanziario è il risultato delle scelte di oggi e dell’alfabetizzazione finanziaria.

Dell’importanza di diffondere l’educazione finanziaria – soprattutto tra donne e giovani, che risultano impreparati a pianificare il proprio benessere – si è parlato all’incontro “Il domani è oggi: il valore dell’indipendenza finanziaria per donne e giovani” ospitato al Cloud di Confcooperative del Festival dell’Economia di Trento. Il dibattito, moderato da Nadia Martinelli, ha visto un confronto corale tra le relatrici Paola Bongini (Università Milano-Bicocca), Chiara Cristini (Ires Fvg) e le istituzioni del territorio che si impegnano per colmare il gap culturale, rappresentate da Eleonora Da Ronco (presidente Donne in cooperazione Aps), Nicole Zambanini (presidente Giovani cooperazione trentina), Milena Rizzardi (Coordinamento giovani imprenditori confcooperative) e Alessandra Rinaldi (presidente Commissione donne confcooperative).

Il concetto di benessere finanziario

Bongini ha invitato a superare il concetto di indipendenza finanziaria a favore di quello di benessere, che a sua volta dipende dalle competenze, e che si basa su quattro pilastri: controllo, progettualità, gestione degli imprevisti e libertà di scelta. Con il concetto di controllo si intende la capacità di gestire un budget e di monitorare le entrate e le uscite. È un’attività semplice, ma che spesso sfugge alle abitudini. Avere progettualità significa, invece, delineare degli obiettivi di vita futuri che richiedono pianificazione e risorse finanziarie. in relazione agli imprevisti, è importante accantonare risparmi o assicurarsi contro eventuali shock finanziari, come i problemi di salute o le spese improvvise. Infine, è auspicabile avere risorse sufficienti per godersi la vita secondo i propri desideri, che siano un viaggio o un aperitivo o una casa.

Edufin Index: alfabetizzazione finanziaria Italia ancora insufficiente

Italia fanalino di coda

«La competenza finanziaria – precisa Bongini – è la determinante che permette di fare scelte consapevoli, di investire subito, di capire i mercati, di proteggersi dalle frodi e di evitare debiti insostenibili. Gli studi dimostrano che maggiori competenze portano a risparmi previdenziali più alti e a minore vulnerabilità». L’Italia, però, è fanalino di coda nell’alfabetizzazione finanziaria. «Sulla base delle rilevazioni Ocse – continua Bongini -, l’Italia ha un punteggio medio di 53 punti su 100, contro una media di 63. Esistono gap generazionali, perché i giovani hanno forti carenze conoscitive; di genere, che vedono le donne meno informate e geografici, a svantaggio del Sud». Per cercare di colmare i divari, l’Università Bicocca ha lanciato Obiettivo F, un progetto dedicato alle donne e in particolare alle giovani, in collaborazione con le scuole.

Serve un pensiero sistemico

La ricercatrice Chiara Cristini ha chiuso l’incontro con una riflessione insieme al pubblico per ragionare sui problemi relativi alla disparità di genere e per individuare delle linee di azione future. Cristini ha posto semplici domande per focalizzare le zone grigie, che siano la difficoltà di conciliare vita privata e lavoro, il divario salariale o la scarsa conoscenza dei diversi aspetti retributivi. «Siamo poco più che a metà strada per raggiungere la parità – ha commentato Cristini -. L’azione dei singoli non è più sufficiente e serve un pensiero sistemico per superare gli stereotipi culturali fin dall’infanzia. Il gender pay gap non è solo una questione di retribuzione, ma riflette i ruoli tradizionali nella società. I dati Istat evidenziano una discontinuità lavorativa delle lavoratrici, che continuano a fare da ammortizzatore sociale».

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