Storie Web domenica, Giugno 21

Così Israele ha sottratto 1000 km quadrati ai Paesi vicini

di Rosalba Reggio

Una mappa pubblicata dall'esercito israeliano della 'Zona di Sicurezza nel Libano meridionale'  Ansa

L’espansione di Israele, nelle sue diverse forme, ha subito una forte accelerazione dal 2023. Come calcolato dall’americana Associated Press, negli ultimi due anni e mezzo il governo Netanyahu ha assunto il controllo di numerose porzioni di terra nella Striscia di Gaza, in Libano e in Siria, arrivando a sottrarre territorio ai Paesi vicini, più di quanto non abbia fatto in decenni.

Si tratta – spiega l’agenzia – di un’area occupata militarmente, più estesa di molte grandi città, circa mille km quadrati (386 miglia quadrate), sulla quale Israele ha dichiarato di voler mantenere il controllo a tempo indeterminato. Per Tel Aviv si tratta di zone cuscinetto necessarie per proteggere il Paese dall’attacco di milizie nemiche.

Vance arrivato in Svizzera per i colloqui con l’Iran

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è arrivato in Svizzera per l’avvio ufficiale dei negoziati con i leader iraniani volti a limitare il programma nucleare di Teheran e a consolidare il fragile accordo provvisorio per porre fine alla guerra in Iran. Lo riporta l’Ap. Secondo quanto riferito dal portavoce, scrivono i media internazionali, l’aereo con a bordo Vance e la moglie è atterrato presso la base aerea di Emmen, vicino a Lucerna, nella Svizzera centrale. ll nuovo ciclo di negoziati dovrebbe iniziare nel corso della giornata. La delegazione iraniana, composta dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, è arrivata nella tarda serata di ieri. Ai colloqui, insieme ai funzionari statunitensi e iraniani, saranno presenti anche il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il capo delle forze armate del Paese, il feldmaresciallo Asim Munir. Il Pakistan ha svolto il ruolo di mediatore durante la guerra e ha ospitato un precedente ciclo di negoziati tra Stati Uniti e Iran. “Il Pakistan continuerà a sostenere l’attuazione degli accordi tra Teheran e Washington”, ha dichiarato il ministero degli Esteri pakistano in un comunicato stampa prima dell’inizio dei colloqui. Vance spera di compiere progressi “sulla questione nucleare” e sul “cessate il fuoco in Libano”. “La situazione sta effettivamente migliorando e le tensioni si stanno un po’ attenuando. Sarà qualcosa che dovremo gestire costantemente per garantire che Israele e il Libano siano entrambi al sicuro. Questo è fondamentalmente l’obiettivo, rendere l’intera regione sicura”, ha affermato il vicepresidente Usa parlando con la stampa prima di imbarcarsi.

Il convoglio con a bordo il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance arriva al resort Buergenstock di Obbuergen, in Svizzera, il 21 giugno 2026. Dopo la firma di un accordo quadro di pace avvenuta questa settimana in Francia, le delegazioni degli Stati Uniti e dell’Iran si incontrano presso il resort Buergenstock per discutere ulteriori dettagli e questioni tecniche. EPA/URS FLUEELER

Smotrich, resteremo per anni nelle zone che controlliamo in Libano

Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich promette che Israele rimarrà nella zona di sicurezza che controlla all’interno del Libano per gli anni a venire e non si ritirerà nemmeno di fronte a una richiesta esplicita in tal senso da parte degli Stati Uniti. In un’intervista al quotidiano degli ultra ortodossi ’Makor Rishon’ pubblicata nel fine settimana, secondo quanto riporta ’The Times of Israel’ Smotrich aggiunge che, a suo avviso, una richiesta del genere da parte degli Stati Uniti non arriverà, perché “capiscono quali sono le nostre linee rosse”. Alla domanda se l’esercito rimarrà in Libano per anni, il ministro di estrema destra risponde: “Sì, e lo dico in qualità di persona che sta attualmente conducendo negoziati sulla gestione del bilancio della difesa per il prossimo decennio”. Alla domanda se Israele debba istituire avamposti militari e intere basi nella zona di sicurezza, Smotrich risponde: “Assolutamente sì. Rimarremo lì finché Hezbollah non si disarmerà, e penso anche oltre, perché abbiamo bisogno di confini difendibili”. “Finché Hezbollah non si disarmerà, non ci sposteremo di un millimetro. Questa – conclude Smotrich – è la posizione del primo ministro e del ministro della Difesa, e anche la mia, e siamo determinati a mantenerla”.

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