Storie Web sabato, Settembre 26

L’Iran, da anni sotto accusa per il suo controverso programma nucleare, apre alla possibilità di consentire nuovamente l’ingresso nel Paese a ispettori delle Nazioni Unite

Trump pubblica su Truth mappa che ribattezza Hormuz “Stretto di Trump”

Il presidente statunitense Donald Trump ha pubblicato sulla piattaforma Truth Social una mappa in cui lo Stretto di Hormuz viene ribattezzato “Stretto di Trump”. Trump aveva già ipotizzato di dare allo stretto il proprio nome in un post del 2 settembre su Truth Social, sostenendo che l’importante via navigabile fosse “sotto il controllo degli Stati Uniti”. Il mese scorso, Trump aveva inoltre pubblicato una mappa che definiva lo stretto “nuovo territorio statunitense”, pochi giorni dopo aver dichiarato, durante un comizio, che avrebbe rilasciato una dichiarazione in tal senso. Prima che Stati Uniti e Israele lanciassero la guerra contro l’Iran il 28 febbraio, attraverso lo stretto transitava circa un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio commerciale. L’Iran ha iniziato a bloccare Hormuz nelle prime fasi del conflitto, provocando un aumento globale dei prezzi dell’energia. Il traffico attraverso lo stretto rimane ben al di sotto dei livelli pre-bellici.

Arabia Saudita, intercettati due droni Houthi lanciati verso Riad

Gli Houthi dello Yemen hanno lanciato nuovi attacchi contro l’Arabia Saudita, prendendo di mira la capitale Riad e una grande città del sudovest, mentre si moltiplicano gli appelli per porre fine al conflitto. “Le difese aeree hanno intercettato e distrutto due droni lanciati dalla milizia terroristica Houthi in direzione di Riad”, ha dichiarato su X il portavoce della coalizione militare guidata da Riad nello Yemen. Lo stesso portavoce ha inoltre annunciato l’intercettazione di due missili balistici lanciati verso Khamis Mushait, città nel sudovest dell’Arabia Saudita che ospita un’importante base aerea.

I combattenti filo-iraniani hanno confermato di aver attaccato il Regno. “Nonostante la forza, la portata e l’impatto dell’operazione, le nostre forze armate la considerano solo una prova su piccola scala in vista di un’escalation su larga scala”, ha scritto su X Hazem al Assad, membro dell’ufficio politico del gruppo.

Nucleare, Pezeshkian apre a ritorno ispettori Onu

L’Iran, da anni sotto accusa per il suo controverso programma nucleare, apre alla possibilità di consentire nuovamente l’ingresso nel Paese a ispettori delle Nazioni Unite. “Se vogliono venire ed effettuare ispezioni – ha detto in un’intervista alla Cbs il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, dopo aver ricordato la ’storia’ dell’accordo internazionale del 2015 sul nucleare iraniano – possiamo trovare accordi e intese su questo dossier in particolare durante i negoziati”.

Pezeshkian ha quindi ribadito la posizione di Teheran sul suo controverso programma nucleare. “Lo sviluppo di armi nucleari è haram (è vietato) dal punto di vista religioso, non dal punto di vista legale”, ha rimarcato. E, ha aggiunto, che “anche se alcuni in Iran potrebbero essere spinti a sviluppare armi nucleari, parlando da un punto di vista religioso non sarebbe loro concesso di seguire questo percorso”.

Nella lunga intervista Pezeshkian ha anche affermato che se gli Stati Uniti accettassero l’ultima proposta di Teheran, “ovviamente” l’Iran “rispetterebbe tutto ciò” su cui si sarà “impegnato”. Con Washington, ha riconosciuto nell’intervista, c’è un “clima di sfiducia”. Il presidente ha accusato gli Usa di aver attaccato mentre erano in corso negoziati. “In sostanza, dobbiamo ora stabilire su cosa esattamente vogliamo arrivare a un’intesa”, ha affermato. Nel frattempo, secondo notizie del Wall Street Journal, Donald Trump avrebbe respinto il piano iraniano per una tregua di sette giorni e parlato con i suoi collaboratori di una possibile ripresa dei bombardamenti contro la Repubblica islamica dopo le elezioni di Miterm.

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