Nella forma una festa del Governo, nella sostanza un «one woman show». La kermesse per il record di longevità dell’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni – arrivato a 1.413 giorni, contro i 1.412 del Berlusconi 2 – si aprirà oggi pomeriggio a Bari. Diecimila le persone attese, massime le misure di sicurezza. Assieme ai timori di contestazioni.
Discorso di Meloni cuore della manifestazione
Anche per limitare i rischi e vigilare sugli ingressi, l’evento si svolgerà al porto, nell’area del nuovo terminal crociere, con un corridoio di luminarie che accompagnerà i partecipanti. A fare da sfondo al discorso di Meloni, vero cuore della manifestazione, sarà il tramonto, perché la premier dovrebbe cominciare a parlare intorno alle 19.15. Quarantacinque minuti in tutto: metà sul passato, metà sull’ultimo miglio.
Gli annunci attesi: famiglie e imprese al centro
Nonostante le bocche cucite della vigilia, è trapelata e non viene smentita l’ipotesi che la presidente del Consiglio potrebbe annunciare una nuova misura per famiglie e imprese dalla stessa valenza, anche elettorale, del bonus 80 euro di renziana memoria. Sganciata dalla carta “Dedicata a te”, ma mirata e selettiva, capace di alleviare gli italiani e i settori più in affanno, dagli autotrasportatori alla filiera agricola, dalla zavorra dei rincari. In un cantiere della legge di bilancio già ricco, dove dovrebbero trovare spazio pure l’allargamento della platea della riduzione dell’Irpef, la detassazione delle tredicesime, il potenziamento della sicurezza nelle città. Tutto confidando nell’uscita dalla procedura Ue per deficit eccessivo.
Defilati gli alleati in affanno
Prima di Meloni interverranno gli alleati: il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, unico in presenza, e i vicepremier in collegamento da remoto. Defilati, dunque, il leader azzurro Antonio Tajani e quello leghista, Matteo Salvini. Che arrivano all’appuntamento entrambi in affanno: il secondo tallonato dal fronte nordista che chiede un rinnovamento del partito; il primo alle prese con la metamorfosi in senso liberale che sta imprimendo Marina Berlusconi. Entrambi superati nei sondaggi da Roberto Vannacci.
Sipario alzato sulla corsa verso il voto
La tenuta elettorale di Lega e Fi è una delle principali incognite in vista delle elezioni politiche del 2027: la scadenza naturale della legislatura è ottobre, ma la data cerchiata in rosso sul calendario è, per ora, l’11 aprile. Il momento giusto, secondo molti meloniani, per staccare la spina è, infatti, proprio l’inizio di febbraio. Permette di raccogliere i frutti di una legge di bilancio stavolta “elettorale”, che si fantastica intorno ai 30 miliardi (quasi il doppio di quella per il 2026), approfittando anche della flessibilità su energia e difesa concessa da Bruxelles, e di passare all’incasso senza il rischio di nuovi imprevisti e divisioni nella coalizione.
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