Il consolidamento dell’anticiclone sul paese porterà a un ulteriore aumento delle temperature a partire da venerdì 4 settembre, con stabilità e sole ovunque, eccezion fatta per qualche isolato disturbo sui rilievi alpini di confine. Tra venerdì e il fine settimana le temperature si alzeranno e in alcune località del Centro-Sud, l’area colpita con maggiore intensità anche dalla quinta ondata di calore, raggiungeranno i 37-38 gradi, specialmente sul versante adriatico e nelle aree interne di Sardegna e Sicilia. Le temperature più elevate si registreranno a Foggia e Ascoli Piceno. Secondo 3BMeteo, nel fine settimana le colonnine di mercurio potrebbero spingersi addirittura fino a toccare i 39 gradi nel Tavoliere.
Si prevedono poi picchi di almeno 35-36 gradi a Roma e Firenze, ma anche sulla Valle Padana, con 36 gradi a Bologna, mentre a Milano sono attesi almeno 34 gradi. È possibile che nel capoluogo lombardo venga superato il record mensile assoluto di 34,6 gradi registrato a Brera, in centro città, il primo settembre 2024.
Notti super tropicali
Con le temperature diurne, secondo le previsioni de iLMeteo.it, si alzeranno inevitabilmente anche i valori minimi. Durante la sesta ondata, le temperature potrebbero rimanere stabilmente sopra i 20 gradi anche durante la notte. Si materializzerà dunque nuovamente il fenomeno delle notti tropicali, durante le quali le minime non scendono al di sotto dei 20 gradi.
In alcune località del Sud e soprattutto nelle aree interne di Sicilia e Sardegna la situazione sarà però ancora più estrema, con temperature minime previste che potrebbero non scendere sotto i 25 gradi, dando vita alle cosiddette notti super tropicali.
Nel frattempo, però, come spiega Tedici, nel Nord Europa «le notti si stanno allungando e si intravedono i segnali delle prime discese di aria fredda polare. Quando una perturbazione atlantica si tufferà, inevitabilmente e a breve, nel cuore del Mediterraneo, lo scontro con questa superficie marina surriscaldata sarà esplosivo. Il rischio di nubifragi ed eventi estremi autunnali non sarà una possibilità remota, ma una conseguenza fisica quasi certa. Inizieremo a breve a preoccuparci dei nubifragi autunnali».
