«Non sono fiducioso, sono speranzoso per l’Italia e per la Repubblica italiana». Da Dublino, a margine dell’Eurogruppo, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti riflette sulla possibile uscita dell’Italia dalla procedura Ue per disavanzo eccessivo, appesa alla revisione del deficit 2025 attesa il 22 settembre. «Non è una decisione che prendiamo noi: è una decisione che prende l’Istat», ha sottolineato citando l’allenatore Boskov: «Il rigore è quando l’arbitro fischia». Poi aggiunge che «lo stop al bollo auto sarà un intervento strutturale».
Bollo auto sarà intervento strutturale
L’intervento sul bollo auto “sarà ovviamente strutturale. Siamo intervenuti con un decreto legge, dobbiamo fare gli accordi con le regioni e quelle a statuto speciale per essere pronti dal primo gennaio, nella legge di bilancio il provvedimento sarà esteso temporalmente con suggerimenti di estensioni e di allargare la platea. Naturalmente tutto dovrà essere ricondotto alla possibilità e alle compatibilità finanziarie” ha spiegato Giorgetti. Il provvedimento “è stato sofferto perché abbiamo studiato a lungo diverse opzioni. Con i colleghi europei siamo in grande difficoltà su come intervenire su aumenti prezzi benzina e gasolio. Noi avevamo adottato politica sulle accise ma era insostenibile finanziariamente. Il segnale sul bollo auto, dopo verifiche e tanto lavoro, era quello che andava, diciamo così, sicuramente a beneficiare gli automobilisti. In modo assai semplice non richiede autocertificazioni o Isee che di solito complicano la misura”.
Extraprofitti, «il consenso si allargherà»
All’ordine del giorno dell’Ecofin informale di oggi i Ventisette hanno l’eventuale tassazione degli extraprofitti delle società energetiche, che l’Italia aveva sollecitato a livello europeo in una lettera firmata assieme ad altri cinque Paesi. Giorgetti si è detto sicuro che il consenso intorno alla proposta «si allargherà», anche se il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha ribadito che la materia è «nelle mani degli Stati membri: possono decidere di tassarli. Se necessario, siamo pronti a discuterne e aiutarli» a disegnare misure ad hoc, ma in questa fase non prevediamo una proposta a livello Ue».
Energia «autentica emergenza»
Intervenendo in videocollegamento ai Portofino Talks Giorgetti ha riferito che nel suo intervento all’Eurogruppo ha richiamato tutti sul tema dell’energia, «che considero una autentica emergenza» sia sotto il profilo economico sia nella possibilità di competizione. «L’Italia è un Paese manifatturiero, Germania e Italia sono due Paesi che ancora oggi necessitano di tanta energia per soddisfare questa vocazione economica e questo è un grave problema che comincia ad affliggere la nostra industria».
Onere del debito «in salita preoccupante»
L’altro alert lanciato dal titolare dei conti pubblici riguarda i tassi di interesse, «o meglio l’onere del debito che ha cominciato a salire in modo preoccupante in relazione a tante situazioni. Ho osservato – ha spiegato – che l’inflazione deriva da uno shock di offerta, non tanto da surriscaldamento dell’economia e della domanda che deve essere raffreddato con una politica monetaria restrittiva. Questa può contribuire, ma di per sé non risolve il problema. L’inflazione è destinata ad aumentare e questo è un problema per famiglie e imprese».













