Capire il mondo partendo da una domanda. Anzi, da tante domande. È questo il cuore dello spettacolo “Il giro del mondo in 80 domande. da Borgo Valsugana alla Kamčatka” presentato al Festival dell’Economia di Trento da Giampaolo Musumeci e Beppe Salmetti: un viaggio tra geopolitica, guerre, migrazioni, tecnologia e cambiamenti globali raccontato con un linguaggio accessibile, ironico e fortemente interattivo.
Un viaggio globale che parte dal pubblico
L’idea nasce da una constatazione semplice: il pubblico oggi ha fame di notizie dall’estero, di scenari internazionali, di chiavi per interpretare un mondo sempre più complesso. E allora niente lezioni frontali o conferenze ingessate, ma uno spettacolo costruito sul dialogo e sul coinvolgimento diretto degli spettatori.
«Come state?». È da qui che parte il viaggio. Da una domanda apparentemente semplice, che diventa il pretesto per attraversare crisi internazionali, rincaro del petrolio, conflitti, i fatti economici e l’impatto della tecnologia. Perché la geopolitica non è qualcosa di lontano dalla vita quoatidiana: entra nelle case, influenza il prezzo del pane, dell’olio d’oliva, dell’energia.
La geopolitica spiegata col sorriso
Il tono è volutamente leggero, quasi scanzonato. «Come va a finire la guerra? Boh, che ne so», scherzano i due sul palco. Un modo per smontare la retorica degli esperti onniscienti e ricordare che il mondo non offre risposte facili.
Tra una battuta e l’altra, però, arrivano temi serissimi: dallo stretto di Hormuz ai sistemi missilistici Samp/T, dai checkpoint alle tensioni tra Cina e Taiwan. Questioni che spesso sentiamo nominare nei telegiornali senza che qualcuno ce le spieghi davvero.








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