Storie Web giovedì, Ottobre 29

Il freddo rigido sull’Italia potrebbe arrivare già la prossima settimana, nei primi giorni di novembre. Ma attenzione, perché non se ne ha ancora la certezza assoluta: bisognerà monitorare l’evoluzione del vortice polare stratosferico.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Che cos’è il vortice polare e lo stratwarming

Inverno, Artico. Una grande circolazione di venti occidentali gira da ovest verso est attorno alle regioni polari: è il vortice polare stratosferico, che si muove all’interno della stratosfera – lo strato atmosferico dove si sviluppa la maggior parte delle condizioni climatiche che si sperimentano al suolo –. Questo vortice, quando è compatto, contribuisce a mantenere l’aria più fredda nelle alte latitudini, cioè le zone vicine ai poli. Se però il vortice polare viene disturbato, la circolazione dei venti può variare – rallentando, spostandosi o perdendo la propria forma –. E ciò potrebbe accadere già nei primi giorni di novembre: le ultime proiezioni del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf) mostrano un forte rallentamento dei venti, prossimi al crollo, e anche una loro possibile inversione, con il ritorno di venti orientali. Il fenomeno in atto prende il nome di “stratwarming” e consiste in un riscaldamento rapido – superiore a 25°C in una settimana – della stratosfera polare che può indebolire, deformare o persino dividere il vortice polare.

La precocità

Le previsioni indicano che l’evento atmosferico potrebbe verificarsi già nei primi dieci giorni di novembre, con una data approssimativa del 4 novembre. Se le proiezioni si confermassero, sarebbe la prima volta che succede così presto. Finora, infatti, un riscaldamento stratosferico di questa portata non è mai stato registrato prima del 28 novembre. L’evento, comunque, viene riconosciuto soltanto quando i dati atmosferici osservati soddisfano i criteri usati per identificarlo: condizione che, attualmente, non è soddisfatta.

Che cosa significa per l’Italia e per l’Europa

L’indebolirsi del vortice polare può, in alcuni casi, favorire la discesa di aria fredda verso parti dell’Europa, dell’Asia o del Nord America. Questa però non è una conseguenza immediata e nemmeno automatica: tra lo stratwarming in quota e un eventuale cambiamento del tempo al suolo possono trascorrere una o più settimane, premesso che il fenomeno non resti confinato in quota.

Perciò non è corretto tradurre automaticamente un’inversione dei venti in una previsione di gelo o neve per l’Italia e per l’Europa. Il tasso di incertezza è molto elevato: alcuni eventi sono seguiti da episodi freddi marcati, altri hanno effetti modesti o diversi da una regione all’altra. Bisogna anche tener conto della stagione: all’inizio di novembre il continente e l’aria artica non hanno ancora accumulato il raffreddamento tipico della parte centrale dell’inverno. Perciò si parla di un freddo non paragonabile ai grandi episodi di gennaio o febbraio.

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