In autostrada, la soglia dei 2 euro al litro è stata superata anche dalla benzina (2,02 le quotazioni medie di ieri, sempre al self service), mentre il diesel è arrivato a 2,155 euro.
Al distributore, insomma, è tornata la febbre. E anche se la settimana politica è stata dominata dalla legge elettorale prima e dal caso Roggero poi, i numeri scritti sui tabelloni dei distributori promettono di tornare presto a far discutere. Già ieri sul punto è intervenuto Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, chiedendo di riattivare in fretta il meccanismo delle accise mobili che usa l’extragettito Iva prodotto dai rincari per ridurre il carico fiscale nel serbatoio.
Per ora, nel Governo c’è cautela. Mercoledì scorso, poche ore dopo che il monitoraggio Mimit aveva certificato il ritorno del gasolio sopra la soglia simbolica dei 2 euro al litro (Sole 24 Ore del 16 luglio), interpellato sul punto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva spiegato che «se dovessimo tornare nuovamente ad agire lo faremo senza interrompere il percorso di risanamento dei conti, e con la flessibilità ottenuta in Europa». Fin qui, tra accise mobili e altre coperture, il Governo ha messo quasi due miliardi di euro per alleggerire i prezzi fra il 18 marzo e il 3 luglio scorso. E un ritorno su quella strada è tutt’altro che scontato.
Il taglio alle accise, prima di tutto, ha effetti regressivi, nel senso che favorisce maggiormente chi ha più soldi in tasca, e quindi più facilità di consumo. Ora il passare del tempo mette qualche difficoltà aggiuntiva: perché le accise mobili, da sole, hanno effetti omeopatici, e per rinforzarli servirebbero coperture ulteriori da trovare con decreto legge.
La clausola di salvaguardia sull’energia, ottenuta a Bruxelles dopo lungo negoziato, non può essere usata per tagliare le accise,e avrebbe bisogno di uno scostamento di bilancio: che va approvato a maggioranza assoluta dei componenti delle Camere, e che il ministero dell’Economia vorrebbe evitare prima dell’uscita dalla procedura Ue per disavanzi eccessivi, appesa al momento al deficit 2025 in attesa dei nuovi calcoli Istat il 22 settembre.










