Storie Web domenica, Luglio 19

«In caso di perfezionamento dell’offerta l’offerente intende, tra l’altro, addivenire al delisting di Tim al fine di perseguire gli obiettivi di integrazione, di creazione di sinergie e di crescita del gruppo Poste». È quanto si legge nel prospetto informativo sull’opas (offerta pubblica di acquisto e scambio) di Poste Italiane su Tim, approvato da Consob e pubblicato nella mattina di domenica 19 luglio: viene confermato che, una volta conclusa l’operazione, la società di telecomunicazioni verrebbe delistata e consolidata nel gruppo Poste Italiane per diventare “The Connecting Platform”, una rete che offre servizi di pagamento, logistica, telecomunicazioni ed energia.

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Fermo restando, si legge ancora nel prospetto, che «l’offerente, alla data del documento di offerta, non ha assunto alcuna decisione in merito a eventuali future operazioni straordinarie relative all’emittente».

Riguardo alla condizione soglia (la partecipazione dell’offerente pari o inferiore al 66,67% del capitale sociale) se ne conferma la rinunciabilità.

«Nessun impatto negativo su occupazione o siti operativi

Sul piano occupazionale nel documento si legge che Poste «non prevede di apportare modifiche sostanziali ai contratti di lavoro dei dipendenti di Tim e delle società facenti parte del gruppo Tim. Pertanto, non si prevede che l’offerta abbia conseguenze negative dirette sul complessivo organico del Gruppo Tim quanto a condizioni di lavoro o di impiego». A fine 2025 i dipendenti di Tim erano 25.602 (16.847 in Italia e 8.755 all’estero).

«Tenuto conto della complementarità (e non sovrapposizione) dei business di Poste e Tim, alla data del documento di offerta – viene precisato nel documento – è ragionevole ritenere che in caso di perfezionamento dell’offerta non vi saranno impatti sul capitale umano e sui siti operativi esistenti di Poste Italiane e Tim».

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