Storie Web domenica, Luglio 19

Nel quinto reparto del carcere milanese di Bollate, le celle di giorno sono aperte e Mario Roggero gira nell’area assieme agli altri detenuti. Il gioielliere – condannato a oltre quattordici anni per l’omicidio di due suoi rapinatori e il ferimento di un terzo – si era costituito da poche ore quando ricevuto avuto una prima visita.

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«Sta bene ed è sereno, ci tiene a farlo sapere ai familiari. Quando ci siamo abbracciati, all’inizio e alla fine, l’abbraccio è stato lungo», ha spiegato il vicepremier Matteo Salvini all’esterno della struttura, dopo aver incontrato l’ormai ex negoziante, la cui vicenda giudiziaria è sotto i riflettori da giorni.

Secondo quanto riferito da fonti interne del carcere, poco dopo essere entrato nell’istituto Roggero si sarebbe lasciato andare in un pianto, forse un gesto liberatorio dopo tanta tensione. A Bollate scontano la pena altri detenuti illustri: da Alberto Genovese, l’imprenditore della “Terrazza sentimento” a Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio.

La visita del vicepremier

«Ovviamente è stata la prima notte per un uomo che per 72 anni ha lavorato, un marito, un padre, un nonno di otto nipoti. Non è semplicissima, però abbiamo parlato per più di un’ora di tutto: di quello che è successo e di quello che speriamo succeda da qui ai prossimi mesi», spiega anche ancora il vicepremier. Con lui ha discusso di libri, di cucina, dello studio dell’inglese, che lui ora ha annunciato di voler intraprendere, e del fatto che anche in un luogo come questo “chiunque può rimettersi in gioco”».

Il legale: nessuna notte agitata

Nella struttura di Bollate ha fatto visita a Roggero anche il suo legale, Stefano Marcolini: «Sta prendendo lentamente consapevolezza di tutte le restrizioni che comporta il trovarsi in carcere. Non è per niente piacevole, ma il morale non è basso. Nessuna notte agitata». E, riferisce l’avvocato, una delle cose che fa più sorridere Mario «sono gli orari a cui si va a pranzo e a cena perché sono orari d’ospedale, tipo alle 11 il pranzo e alle 17 la cena, e ci sono poi tutta un’altra serie di rigidità. Al netto di quelle lui si sta ambientando».

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